Spettacolo scritto e diretto da Michele Antonio D’Apote
L’universo shakespeariano irrompe nel borgo natio di Leopardi. Debutto in anteprima nazionale, venerdì 6 marzo 2026, alle ore 20.30, al Teatro Persiani di Recanati, per “Shakespeare – L’amore proibito che non poteva essere raccontato”, spettacolo scritto e diretto da Michele Antonio D’Apote. L’arte che emoziona, fa riflettere e apre la mente. Patrocinato dal Comune di Recanati, l’appuntamento è un viaggio tra passione clandestina, identità e libertà espressiva, dove la danza dei talentuosi ballerini marchigiani di The Muse Fam porterà in scena ciò che la storia ha taciuto. Sul palco prenderà voce un amore celato per secoli dietro il sipario. Uno sguardo intenso su identità, infatuazioni segrete ed educazione emotiva.
“Il linguaggio è quello dei giovani – parla Michele Antonio D’Apote (Direttore Artistico di The Muse Fam, regista e ideatore dello spettacolo) – con il corpo, la voce, i gesti, le luci, i colori e una scenografia coinvolgente. Le coreografie mirano a incuriosire, alternando energia e momenti più intimi. È uno spettacolo fatto da giovani per i giovani: chi guarda può identificarsi in chi è sul palco. Ricorda che l’arte è viva, vicina, accessibile. Lo spettacolo ha preso forma dal desiderio di lavorare su Leopardi. La mia curiosità mi ha poi condotto verso Shakespeare. Sono rimasto rapito dalle teorie che lo descrivono come identità complessa, forse condivisa, in cui emerge il nome del lessicografo John Florio. I Sonetti mi hanno aperto un mondo: molti sono rivolti a un uomo, con un linguaggio delicato ed emotivo. Da qui la riflessione su un possibile amore vissuto, nascosto ma reale. Ho avvertito una scintilla, la suggestione che Romeo e Giulietta fosse il riflesso di un’esperienza personale. Immagino un amore celato nella poesia e nel teatro”.

Il lavoro nasce intorno alla figura di John Florio, autore e lessicografo inglese di origine italiana, personaggio rimasto a lungo nell’ombra del più celebre William Shakespeare. I nove artisti della compagnia di danza e arti visive di Porto Recanati riempiranno la scena per 70 minuti e sedurranno gli spettatori con le loro movenze. Giochi di luce, musica e ritmo guideranno i presenti nell’incantevole teatro in una connessione più ampia su tutto ciò che, per motivi culturali e sociali, è stato omesso o nascosto nell’arco della storia. Nato da genitori italiani in Germania e formatosi tra le Marche, Roma e New York, Michele Antonio D’Apote, direttore artistico di The Muse Fam, unisce rigore tedesco ed estro italiano. A Recanati, città della poesia, darà vita a un progetto che fonderà il ballo, le immagini e la drammaturgia in un linguaggio contemporaneo. Con la sua rilettura dell’universo shakespeariano, il regista plasmerà le esibizioni al servizio di tematiche esistenziali presentando un’interpretazione attuale e molto a fuoco dei concetti trattati. Temi eterni come l’amore impossibile, il desiderio negato e le maschere sociali torneranno a vivere attraverso il corpo dei danzatori. Un invito a interrogarsi su ciò che, ancora oggi, resta nascosto o non detto.
Nella giornata di oggi lo spettacolo è stato presentato nella sala conferenze del “Caffè & Bistrot Piazza Leopardi” a Recanati. L’incontro, molto presenziato, è stato condotto dal giornalista Michele Campagnoli, che ha intervistato Ettore Pelati, assessore alla cultura del Comune di Recanati, e il regista Michele Antonio D’Apote. Dopo i ringraziamenti all’Amat e al direttore Gilberto Santini, che hanno spalancato le porte del Teatro Persiani a The Muse Fam per lo spettacolo di venerdì, gli ospiti hanno risposto alle domande con entusiasmo e spunti di spessore, coinvolgendo anche il cast.

“Recanati è la città della poesia – ha commentato Ettore Pelati, assessore alla Cultura del Comune di Recanati – dell’introspezione, dello smarrirsi oltre la siepe. Quest’opera ci ha subito incuriosito perché presenta un alone di mistero e affronta tematiche importanti come la ricerca di sé, l’amore proibito, qualcosa che non si poteva raccontare e che i ragazzi di The Muse Fam porteranno sul palco con la danza e il linguaggio del corpo. Si tratta di un’operazione molto interessante che rende la cultura più viva che mai, sempre in movimento. Vogliamo questo per la città di Recanati e colgo l’occasione di invitare tutte le realtà del territorio a farsi avanti con iniziative di questo tenore. Per noi è bellissimo vedere che nel progetto siano coinvolti dei giovani artisti marchigiani di talento. Il teatro è un posto fantastico, lo è ancor di più quando coinvolge anche le nuove generazioni”.
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