Sfruttamento, imprese maceratesi nei guai: 12 ore al giorno di volantinaggio per 2,90 euro all’ora

Le aziende interessate sono originarie della provincia di Macerata e di Rimini

Un’importante operazione di monitoraggio svolta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata, con la collaborazione della Compagnia di Civitanova Marche, ha dato una fondamentale svolta nell’azione di contrasto dello sfruttamento di lavoratori di etnia extracomunitaria e del fenomeno del caporalato, anche nel settore della distribuzione di materiale pubblicitario (volantinaggio).

 

Nella giornata del 6 settembre, dopo un pedinamento di due furgoni provenienti da Civitanova, sono stati identificati 6 lavoratori di etnia pakistana ed indiana trovati intenti a distribuire volantini pubblicitari per le vie della città di Macerata, utilizzando bici messe a disposizione dai datori di lavoro. Le aziende interessate sono originarie della provincia di Rimini e di Macerata. 

Dagli accertamenti effettuati, anche mediante l’esame testimoniale dei lavoratori interessati, è emersa la condizione di sfruttamento da parte dei datori di lavoro a cui i soggetti erano costretti a sottostare visto lo stato di necessità derivante dal bisogno di guadagnare qualcosa al fine di sostenere i propri nuclei familiari.

 Datori di lavoro senza scrupoli allo scopo di arricchirsi indebitamente imponevano orari di lavoro giornalieri di 12 ore al giorno per una paga oraria di circa 2,90 euro.

 Dalla documentazione acquisita è emerso che per i lavoratori utilizzati, tutti i giorni, vengono elaborate buste paga sulle quali è indicata solo un’ora di lavoro giornaliera per poche giornate mensili, a fronte di 12 ore di prestazioni fornite per 6 giorni su 7, il che garantisce ingiusti profitti per i titolari nonché ingente evasione contributiva.

I datori di lavoro, inoltre, sono incorsi nelle violazioni prevenzionistiche previste dal testo unico in materia di sicurezza, per non aver fornito ai dipendenti un’adeguata formazione ed informazione sui possibili rischi e per non averli sottoposti a visita medica che ne attesti l’idoneità alla mansione e per non aver fornito dispositivi di protezione individuali.

 

Nel corso degli accertamenti, palesandosi indizi di sfruttamento del lavoro, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, dei veicoli in uso alle due aziende. Tale sequestro, previa richiesta della dottoressa Buccini, sostituto procuratore presso la Procura di Macerata, d’intesa con il procuratore Giovanni Giorgio, che concordava con le risultanze investigative del nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di macerata, è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Macerata, dott c. Bonifazi.

Ulteriore attività investigativa è in corso al fine di risalire alla filiera dei committenti, che commissionano tali attività su tutto il territorio della Regione Marche.

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