di Fulvia De Santis
Il nuovo sistema di selezione degli scrutatori entrerà in funzione già a partire dal referendum in programma il 22 e 23 marzo, segnando un cambio di passo concreto nelle procedure adottate dal Comune di San Benedetto del Tronto. Un cambiamento atteso da anni, nato da una battaglia politica iniziata tra i banchi dell’opposizione e arrivata oggi a compimento con l’istituzionalizzazione di una procedura ufficiale.
A San Benedetto del Tronto il reclutamento degli scrutatori per le tornate elettorali passa ora attraverso un canale formale predisposto dal Comune, con criteri pubblici e trasparenti. A ricostruire il percorso è l’ex assessore Andrea Sanguigni, che spiega come tutto sia partito da un dubbio personale: “Ero consigliere d’opposizione e mi era sempre rimasto questo dubbio di capire come venivano selezionati gli scrutatori. Quando andavo a votare vedevo sempre gli stessi, era una questione di percezione”.
Approfondendo la normativa, Sanguigni racconta di aver scoperto che la legge affida la scelta alla Commissione elettorale comunale, che seleziona gli scrutatori tra gli iscritti all’albo: “Nell’albo ci sono 3-4 mila persone, ma a ogni tornata elettorale gli scrutatori sono circa 160. Gli altri che fine fanno?”.
Secondo il suo racconto, nel tempo si sarebbe consolidata una prassi basata su indicazioni dirette; la legge prevede anche la possibilità dell’estrazione, ma – spiega – gli uffici avrebbero sempre evidenziato le difficoltà pratiche: “Se estrai su 3.000 persone, l’80% magari rinuncia e devi continuare a estrarre. Diventa complicato”.
Da qui la proposta, avanzata già tra il 2017 e il 2018: introdurre criteri oggettivi e un sistema di adesione pubblica. “Proposi una sorta di modello online dove tutti potevano aderire e si davano dei criteri. Per esempio, la rotazione: se l’hai fatto l’ultima volta, questa volta no. Ma trovai le barricate”.
Con il passaggio in maggioranza, la questione è tornata prioritaria: “La prima cosa che ho detto è che adesso dobbiamo cambiare, è impossibile continuare così”. In una prima fase, le componenti della commissione predisposero un modulo online, pubblicizzato tramite comunicati stampa. “Era una soluzione un po’ posticcia – ammette – perché si poteva dire che poi li sceglievamo noi”.
Oggi quel sistema è stato ufficializzato. Il modulo è diventato istituzionale e sarà il Comune a raccogliere le adesioni, mentre gli uffici procederanno alla selezione sulla base di criteri definiti, tra cui la rotazione e la priorità a chi non ha svolto recentemente l’incarico.
Una soddisfazione personale, oltre che politica quella dell’ex assessore.
Sulla vicenda interviene anche l’ex consigliera Silvia Laghi: “Finalmente, dopo quattro anni, il reclutamento scrutatori avrà un canale ufficiale. Gli iscritti all’albo possono passare attraverso un canale ufficiale e non ad una conoscenza politica”. Un cambiamento che punta a garantire maggiore equità e trasparenza nelle nomine, superando prassi consolidate e introducendo criteri chiari per un incarico che rappresenta un tassello fondamentale della vita democratica cittadina.
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