Scappa dalla guerra ma nelle Marche inizia il secondo inferno

Donna sfruttata in un ristorante di Pedaso, scattano le denunce

Era scappata dalla guerra in Ucraina, sognando un futuro più roseo. Ma, una volta in Italia, ha vissuto un secondo inferno: costretta a lavorare al di fuori dell’orario di lavoro con paga sottostimata in un ristorante. Incubo finito, però, per una donna. Ieri – lunedì – sono scattate le denunce per sfruttamento del lavoro nei confronti di un esercizio di Pesaro, provincia di Fermo, da parte dei carabinieri.

In particolare i carabinieri dopo aver esaminato la denuncia di una dipendente ucraina che lamentava alcune irregolarità hanno accertato che i titolari dell’attività risultavano coinvolti in concorso tra loro, nella violazione della normativa a tutela del lavoratore dipendente, per aver reclutato ed impiegato la donna retribuendola in maniera sistematicamente difforme al dettato dei contratti collettivi nazionali (che prevedevano per le mansioni della stessa il pagamento di euro 12,10 per ora a fronte di euro 4,30 elargiti) o comunque sproporzionato rispetto alla quantita’ e qualita’ del lavoro prestato.

La dipendente era costretta a lavorare oltre le ore giornaliere stabilite dal contratto in essere;  a suo danno vi è stata la sistematica violazione della normativa relativa al riposo settimanale ed alle ferie mai concesse nell’intero arco temporale del contratto di lavoro approfittando del suo stato di bisogno derivante dal disagio economico in cui versava poiche’ cittadina di nazionalita’ ucraina priva di strumenti di sussistenza per sè e per la figlia minore, impossibilitata a rientrare presso il paese di origine a causa della guerra in corso.

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