Saudade per il nostro calcio: gli amici di Graziano ricordano Colotti

IL RICORDO – In tanti al convegno organizzato a Civitanova per ricordare lo stimato allenatore

Sentita partecipazione al 3° Convegno gli Amici di Graziano, organizzato dai più cari amici del grande allenatore di muscoli e cervelli di tanti ragazzi, Graziano Colotti, scomparso nel 2015 lasciando un vuoto incolmabile nel calcio e nella cultura sportiva marchigiana. Giocatori, genitori, allenatori, dirigenti e appassionati di tutto il circondario (tra cui mister Osvaldo Jaconi, il più vincente tra i tecnici italiani) si sono dati appuntamento lunedì pomeriggio presso il Cine-Teatro Conti di Civitanova Marche. Proprio per tenere vivi i suoi insegnamenti ed onorarne la memoria, ogni anno si è deciso di continuare a riunirsi in nome di Graziano per parlare di quei temi a lui tanto cari ed ancora oggi di stringente attualità. Quest’anno, dopo il saluto introduttivo da parte di Mister Morreale, si sono confrontati sul palco sotto la regia del moderatore, il docente del Settore Tecnico Guglielmo De Feis, il giornalista e scrittore Fabio Benaglia e il super ospite Stefano Braghin, Responsabile del Settore Giovanile e della Divisione Calcio Femminile della Juventus. Il tema scelto era la “Saudade per il nostro calcio”, quello fatto di valori e sacrifici che molto spesso i mass media e gli avvoltoi di questo mondo oscurano per far posto a compromessi, lustrini di ogni tipo, illusioni e business. In maniera esauriente, nell’oretta dedicata all’incontro, gli ospiti hanno invece ricordato di quanto, nell’operato di Graziano, ci fosse invece di vero, autentico e puro. Una dimensione assolutamente da ritrovare. Graziano Colotti, così come perfettamente descritto nel suo ritratto letto da Lambertucci e scritto dal giornalista Luigi Bolognini, era un vero e proprio “vigile urbano”, ovvero incarnava al meglio quello che era il suo “vero” lavoro. Sempre vigile e presente agli accadimenti e alle esigenze dei suoi ragazzi, urbano e perbene, nel suo modo di porsi e relazionarsi con tutti, avversari compresi. La massima spinta alla competizione e all’affare d’oro ha invece purtroppo condotto sempre più negli ultimi anni il mondo del calcio verso un’estremizzazione poco piacevole di alcuni aspetti. Procuratori, venditori di fumo, falsari e impostori vari imperversano nell’ambiente e molto spesso famiglie ed adulti sono per i bambini il peggior esempio da seguire. Cosa fare, come ripartire per migliorare e onorare al meglio la memoria di Graziano? Tornando a preferire la sostanza all’apparenza, imparando il senso del lavoro e del sacrificio, rispettando gli impegni e la parola data. Riportando la famiglia e la scuola al proprio ruolo educativo, aprendosi alle nuove prospettive, includendo e cercando di capire ciò che è diverso da noi, affrontando le difficoltà, prendendosi le proprie responsabilità. In poche parole, mettendoci faccia, gambe, cervello e cuore. Graziano alla fine da lassù avrà di certo sorriso, fiero dei suoi allievi.

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