Sassoferrato, ultimo impegno per i Pulcini

I giovanissimi calciatori del Sassoferrato

CALCIO – Il tecnico Vecchi fa il punto della situazione

di Claudio Comirato

Domenica prossima ultimo impegno di campionato prima della pausa per i pulcini del Sassoferrato Genga che in casa riceveranno la visita dell’Arcevia. A fare il punto della situazione Carlo Vecchi da oltre 14 anni nello staff tecnico del Sassoferrato Genga e attuale allenatore della categoria Pulcini: “La gara con l’Arcevia rappresenta l’ultimo impegno della fase autunnale prima della sosta del campionato. I ragazzini se fosse per loro andrebbero sempre in campo ma questo campionato dopo la fase autunnale osserva come è giusto che sia la fase di riposo in poche parole si riprenderà a giocare tra la fine di febbraio e i primi di marzo. Per i grandi questa partita con l’Arcevia è considerato un derby per i bambini invece è un momento ludico da vivere tutti insieme. La loro vittoria è giocare ed allenarsi non tutti per un motivo o per l’altro possono provare queste emozioni”. Attualmente quanti bambini contano i pulcini del Sassoferrato Genga? “Tra i 2009 e 2010 abbiamo una ventina di elementi, un gruppo compatto ed unito ma la cosa più importante è far crescere questi ragazzi in mezzo al campo facendoli divertire nel rispetto delle regole e dell’avversario. L’aspetto ludico fa parte di un processo di formazione e maturazione di una certa importanza anche se stiamo parlando di bambini in età compresa tra i 9 e i 10 anni. Per loro giocare a calcio è un impegno basti pensare che si allenano due volte alla settimana oltre alla partita”.

A proposito di allenamenti, quali sono le insidie maggiori per un tecnico chiamato a guidare un gruppo di pulcini? : “In linea di massima insidie non ce ne sono è chiaro che certi aspetti devono essere affrontati senza dimenticare che si allenano bambini tra i 9 e i 10 anni. Tutti vanno stimolati allo stesso modo, nessuno deve rimanere indietro poi nella tecnica individuale c’è sempre quello che apprende prima degli altri e allora è necessario fermare il gruppo resettare gli errori fatti e ripartire tutti insieme. A questa età si inizia a lavorare sulla palla sia in fase di trasmissione che di ricezione ma tutto deve essere un gioco solo cosi si ottengono i risultati e i bambini si divertono. Occorre tanta pazienza e tanta passione. A livello personale sono soddisfatto del lavoro che stiamo portando avanti con questo gruppo dove peraltro posso contare sull’aiuto di Riccardo Cicci giocatore della prima squadra”.

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