Sassoferrato Genga, Sebastianelli anima e cuore del vivaio

CALCIO GIOVANILE – Il tecnico 56enne conosce proprio tutti: di giorno accompagna i ragazzini a scuola, nel pomeriggio allena gli Esordienti

di Claudio Comirato

Li accompagna a scuola di mattina, li riprende all’ora di pranzo per poi rivederli nel pomeriggio al campo da calcio per gli allenamenti. E’ una pagina da libro cuore che vi andiamo a raccontare e che vede come protagonista Walter Sebastianelli, 56 anni e tecnico degli Esordienti 2007 del Sassoferrato Genga. Un punto di riferimento della società da oltre 10 anni, ma come tanti comuni mortali, Walter Sebastianelli svolge un lavoro che è quello di conducente di autobus proprio nella zona di Sassoferrato. Il che significa che tutte le mattine accompagna a scuola questi ragazzi, li va a riprendere per poi rivederli proprio al campo da calcio per le sedute di allenamento.

Una presenza costante per questi ragazzi, come conferma il diretto interessato: “Con il lavoro che svolgo ho un contatto diretto e la cosa mi rende quanto mai felice anche per il fatto che rappresento un punto di riferimento per le famiglie questo grazie anche alla società sportiva del Sassoferrato Genga. In poche parole questi ragazzi non li perdo mai di vista. Il campionato degli Esordienti 2007 ai primi di dicembre terminerà la cosiddetta fase autunnale per poi riprendere a fine febbraio. Abbiamo lavorato bene, l’entusiasmo non manca, cosi come la voglia di crescere. Alcuni di questi ragazzi sono seguiti con un certo interesse anche da altre società della zona. Come Sassoferrato Genga siamo affiliati al Perugia, non a caso due anni fa un nostro ragazzo, Diego Mercanti, è stato prelevato dalla società umbra con la quale ora disputa il campionato Giovanissimi”.

Sembrerà strano, ma allenare la categoria Esordienti in realtà rappresenta un passaggio fondamentale nella crescita di un ragazzo. Qual è il suo pensiero a tal riguardo? Gli esordienti, come attività di base, disputano un campionato dove non ci sono classifiche con le squadre che scendono in campo con 9 giocatori e utilizzano porte ridotte. Aspetti che poi cambiano nella categoria Giovanissimi l’anno successivo dove si inizia veramente a giocare a calcio. Il passaggio è piuttosto delicato, per cui poco alla volta iniziamo a spiegare come si sta in campo, le rimesse laterali, la ripresa del gioco e l’utilizzo di porte più grandi. Un’evoluzione tattica che però non deve diventare troppo pesante per questi ragazzi. All’età di 12 anni non tutti hanno scelto in che ruolo giocare, per tale motivo ritengo opportuno far ruotare i vari elementi in tutte le zone del campo. I bambini si devono divertire,questo è il segreto del gioco del calcio”.

Lei da 10 anni fa parte della grande famiglia del Sassoferrato Genga, come giudica questa esperienza? “Ho iniziato come dirigente, una bella avventura, poi 6 anni fa ho conseguito il patentino da allenatore. Sono soddisfatto del percorso fatto in una società che ha sempre creduto nel settore giovanile. Ogni volta che vengo al campo per gli allenamenti ho l’entusiasmo dei primi giorni, lavorare con i bambini, ascoltarli ma sopratutto fargli comprendere quello che devono fare, è una grande gioia”.

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