Sandro Parcaroli come George Clooney: “Immaginare una Macerata Ideale…”

ELEZIONI – Il candidato sindaco del centro destra ha aperto la propria campagna elettorale

di Maurizio Verdenelli
Imitando forse inconsapevolmente il George Clooney testimonial di un colosso informatico, il candidato sindaco che ha conosciuto Steve Jobs e fatto conoscere Apple da queste parti 40 anni fa, ha chiesto ai suoi cento ascoltatori di chiudere gli occhi e d’immaginare una Macerata Ideale. L’immaginazione al potere, si diceva noi del ’68. E ci siamo sentiti trasportare per qualche secondo ad Urbino a Palazzo Ducale e pure lungo il viaggio di ritorno che un importante e giovane poeta maceratese, Remo Pagnanelli, pensava per padre Matteo Ricci. Lo scrisse per me, per Il Messaggero (3 febbraio 1987) Remo: Il grande Gesuita dopo un sopralluogo notturno nel suo luogo natale, prendeva l’ultimo treno per la Cina prolungando il orgoglioso e trionfale esilio alla corte dell’Imperatore.
Sandro Parcaroli immagina invece padre Matteo Ricci finalmente a Macerata che ammira dall’alto della sua statua una citta’ non più  necropoli picena (come nell’immaginario di Remo Pagnanelli). “Una statua mai fatta” ha detto il patron di Medstore. Gia’, ma perché  vista che l’intenzione il vescovo Giuliodori ce l’aveva eccome. Anzi tutto sembrava concluso (scelto l’artista, romano seppure con radici marchigiane, il luogo: piazza V.Veneto davanti all’ex collegio dei Gesuiti, dalla meta’ del 700 BMB) e monsignore molto si sorprese quando ebbi modo di riferirlo di rumors certi. Ed infatti non si fece: costava troppo. L’attuale vescovo, Marconi, ha anch’egli a cuore il futuro di Macerata ma senza badare a spese (nel senso di materialistici preventivi) condivide con Parcaroli una Citta’ Ideale non tanto sul modello rinascimentale-urbinate quanto su quello della Grand Paris. Ohibò!, nessuna sorpresa, tuttavia.  Mario Affede già nel 1938 l’aveva previsto. Oddio: il poeta aveva in realtà in mente il paese dei ‘vrugnolo”… ma quale problema? Se NY è la GRANDE MELA, Macerata era la GRANDE PRUGNA. Restando pur sempre (cfr Lu Paese mia)… più  ricercata di Londra e di Parigi’.
In ogni caso, purtroppo, ieri Parcaroli ha dipinto a tinte fosche il presente di Macerata ed ancora più nere, la storia dei suoi ultimi 20 anni di governo. ” Il capoluogo ha perduto molti, troppi, asset: rischia di scomparire dalla storia contemporanea”.
Ventitré applausi, contati, l’ultimo conclusivo, lunghissimo. La voce che s’incrina alle parole fatidiche: bambini, anziani, fragilità. “Sono un uomo libero , non un uomo della politica” ha detto di se’ il candidato sindaco del Centro Destra presentando ad un mese dalla sua scesa in campo il suo programma. “Sono qui con voi a distanza di un mese, e ho le pile ancora più cariche. Prendere contatto con la citta’ che amo, incrociando gli sguardi di centinaia di maceratesi, esaminando altrettanti documenti, incontrando categorie ed associazioni mi ha offerto l’opportunità di misurare per intero il peso di una sfida importante. Fare il sindaco tra la gente in piena trasparenza, fare del palazzo di piazza Liberta’ un Comune di Vetro: questo mi galvanizza”.  “Abbiamo tagliato corto: programmi impegnativi ma realizzabili da qui a 5 anni”. A cominciare da quello di far grande… Macerata Granne.
Città internazionale nel nome di padre Matteo Ricci capace in futuro di attrarre e sedurre diventando una piccola Silicon Valley con un’Industria dell’Informazione di livello internazionale.
“Una Macerata dell’Alta Formazione, del Belcanto, dell’Amicizia, di Giuseppe Ricci, Ivo Pannaggi, Dante Ferretti, una città a misura di bambini ed anziani, senza problemi di sicurezza. Una comunità dove ci sarà accoglienza, accessi meccanizzati, un polo formato da ateneo, accademia, scuole di specializzazione, e che aprira’ le porte a studiosi e turisti. Dove i ristoranti torneranno ad essere pieni come i negozi e piazze, vie del centro e delle frazioni torneranno ad essere popolate.
Parcaroli ha chiesto a tutti d’immaginare ad occhi chiusi. Mi sono girato: nessuno aveva seguito il consiglio. I maceratesi sono fatti così, seppure sia il caso ora di tenerli aperti ancora di più: 24h, come si dice ora nel nuovo Millennio…