Il Centro Civico Popolare chiarisce le proprie scelte e attende il consiglio del 19 novembre
Nuovo colpo di scena nella crisi politica che investe il Comune di San Benedetto del Tronto. Dopo l’uscita dalla maggioranza dei quattro consiglieri del Centro Civico Popolare, le dimissioni degli assessori Pellei e Campanelli dello stesso gruppo politico, tutti erano in attesa della raccolta di firme da parte dei consiglieri di opposizione per sancire la sfiducia al sindaco Spazzafumo e la conseguente nomina del commissario prefettizio. Ieri, poi, il presidente del consiglio comunale Eldo Fanini, uno dei quattro consiglieri del Centro Civico Popolare usciti dalla maggioranza, aveva bocciato per mancanza del requisito d’urgenza la richiesta del primo cittadino di un consiglio comunale che precedesse quello fissato per il 19 novembre.
Ed invece nessun atto immediato, nessuna spallata a Spazzafumo. Il gruppo guidato da Luigi Orlandi e rappresentato dall’ex assessore Domenico Pellei ha chiarito nella conferenza stampa di questa mattina che almeno fino a mercoledì prossimo 19 novembre, data fissata per il Consiglio comunale, non sarà intrapresa alcuna iniziativa da parte del Centro Civico Popolare. “Se sarà la minoranza a intraprendere iniziative di dimissioni – ha spiegato Luigi Orlandi – noi la seguiremo. È la minoranza che ha sempre attaccato il sindaco. Fino al consiglio gli diamo la possibilità di dimettersi. Siamo l’unico gruppo che ogni anno ha incontrato i cittadini, anche dove sapevamo che non avremmo preso applausi, come a Porto d’Ascoli. Ci muoviamo come gruppo, e questa è la cosa importante. La scelta di uscire dalla maggioranza è stata difficile, dura e sofferta, ma condivisa”.
L’ex assessore Domenico Pellei ricostruisce le tappe della crisi. “Le mie dimissioni e della Campanelli sono state una scelta condivisa e sostenuta da tutti gli aderenti e simpatizzanti del Centro Civico Popolare. Abbiamo vissuto un’esperienza intensa e ho ringraziato comunque il sindaco perché mi ha dato questa possibilità. Ringrazio anche i funzionari comunali per la professionalità e la dedizione con cui abbiamo ottenuto risultati importanti. In quattro anni CCP è stato devoto a quest’amministrazione. Mai una defezione, mai un voto contrario, mai un’astensione. Ma da quando la maggioranza è scesa a tredici componenti, ci sono stati dei consigli comunale in cui non si è raggiunto il numero legale o non sono passati documenti fondamentali. Lo scorso luglio, in un consiglio d’urgenza sulla sentenza del TAR per la Torre della Pro Marche, il numero legale fu garantito dalla minoranza e la delibera approvata con sette voti, quattro dei quali nostri. Eppure qualcuno parla di irresponsabilità, noi vogliamo uscire da questa litigiosità che ha oscurato il lavoro fatto in questi anni“.
Perché allora queste dimissioni? “Perché -risponde Pellei- abbiamo prima messo in sicurezza i grandi interventi per la città, come piazza Montebello, la piscina con una copertura finanziaria di quasi quattro milioni di euro e villa Rambelli. E non è vero che il commissario bloccherà la città: darà seguito a quanto avviato e non modificherà la natura degli investimenti”.
Ed infine ecco lo j’accuse verso il sindaco Spazzafumo. “Il sindaco -è sempre Pellei che parla- ci chiede di spiegare le nostre azioni. Ma lui è stato il primo a non spiegare le sue, come la defenestrazione dell’assessore Capriotti. Il sindaco è accentratore, autoreferenziale e ha escluso il confronto. È mancata la politica del noi, sostituita da quella dell’io. Sapevamo che saremmo stati criticati: se non ci fossimo dimessi, ci avrebbero accusato di tenere alla poltrona, e dimettendoci ci chiamano irresponsabili. Ma almeno -conclude Pellei – abbiamo scelto la coerenza“.
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