di Fulvia De Santis
Dopo l’invio della lettera datata 11 gennaio 2026 e indirizzata ai segretari e ai referenti delle forze politiche del centro-sinistra, l’esponente del Partito Democratico di San Benedetto del Tronto, Andrea Manfroni, interviene per commentare l’iniziativa e il quadro politico che ne è emerso, soffermandosi sulle tensioni interne al PD cittadino e sulle possibili ricadute sull’intera coalizione.
Manfroni, promotore della comunicazione inviata nei giorni scorsi agli alleati, spiega come l’obiettivo dell’iniziativa sia quello di riaccendere un confronto politico franco e costruttivo, evitando che le divisioni interne al Partito Democratico sambenedettese possano riflettersi negativamente sull’unità e sull’efficacia del centro-sinistra.
Nel documento trasmesso agli alleati, un gruppo di esponenti del PD locale, espressione della mozione congressuale risultata maggioritaria in città alle ultime elezioni regionali, segnala come l’attuale segretario cittadino, Marco Giobbi non riuscirebbe oggi a rappresentare pienamente la pluralità politica presente all’interno del partito.
«Il congresso ha visto formalmente la vittoria di Giobbi per pochi voti, ma il giorno successivo abbiamo presentato ricorso per anomalie evidenti, ricorso che è stato accolto. Nonostante ciò, abbiamo scelto di non alimentare polemiche pubbliche», afferma Manfroni.
Secondo quanto riportato nella lettera, questa situazione avrebbe prodotto nel tempo una crescente difficoltà di dialogo interno e l’assenza di una sintesi politica condivisa. Vengono inoltre ricordati i numerosi tentativi di mediazione introdotti nel corso dell’ultimo anno, anche con il coinvolgimento di figure di rilievo del partito a livello territoriale e nazionale, che tuttavia non avrebbero portato al superamento delle divisioni.
Tra i punti critici evidenziati figurano il mancato rispetto di intese maturate nei tavoli collegiali, la presentazione di posizioni politiche non preventivamente condivise con la coalizione e una gestione che avrebbe progressivamente ridotto il coinvolgimento di una parte significativa del partito nelle scelte strategiche.
Proprio per evitare che questa frattura possa indebolire l’alleanza di centro-sinistra in vista delle prossime scadenze elettorali, dalla stessa area politica ha preso forma il percorso civico-politico “San Benedetto Partecipa”, che coinvolge consiglieri comunali uscenti e rappresentanti della società civile. Un progetto che, viene precisato, non si pone in alternativa alla coalizione, ma come strumento di allargamento della partecipazione e di rafforzamento del campo progressista.
Nella lettera dell’11 gennaio, indirizzata ai segretari e ai referenti di Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Dipende da Noi e Progetto Marche Vive, e per conoscenza a San Benedetto Partecipa e Centro Civico Popolare, viene chiesto agli alleati di riconoscere che l’interlocuzione con il solo segretario cittadino del PD non esaurisce la complessità del partito locale. Da qui la richiesta di includere “San Benedetto Partecipa” nei futuri tavoli di confronto come soggetto attivo e propositivo.
«Il nostro obiettivo è esclusivamente la salvaguardia dell’unità del centro-sinistra. Non possiamo permetterci di arrivare divisi all’appuntamento elettorale, né di disperdere energie e consenso», conclude Manfroni.
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