Samb, il Tribunale rinvia il fallimento e il club risponde al Perugia: “Gravissimo dubitare della nostra professionalità”

Maxi Lopez, capitano Samb

SERIE C – Il duro sfogo della squadra

di Giuseppe Marzetti

La Samb risponde al direttore generale del Perugia Gianluca Comotto, il quale nelle scorse ore a Sky aveva definito “ingiusto che una squadra già fallita possa decidere un campionato”, visto che il prossimo avversario dei rossoblù sarà quel Padova appaiato in vetta proprio con gli umbri a 90’ dalla fine della regular season (leggi qui).

“Ciascuno dovrebbe pensare alla propria squadra, alle proprie partite e ai risultati che sul campo si conseguono”, recita la nota divulgata dal direttore tecnico della Samb Gianni Improta e dal capitano Maxi Lopez (insieme ovviamente a tutta la squadra e lo staff).

“Già il campo, quello che noi stiamo onorando con dignità e professionalità per noi stessi e per una città, una tifoseria intera che non si è tirata indietro per sostenerci non solo a parole, ma anche con risorse – continua la nota ufficiale -. È sotto gli occhi di tutti il nostro impegno, domenica dopo domenica. E le vicende extra campo non ci interessano: ci siamo stretti, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo conquistato i playoff che volevamo a ogni costo, come giocatori e come uomini”.

Se poi qualcuno cerca di denigrarci e di insinuare dubbi sul nostro impegno e, fatto gravissimo, sulla professionalità di ciascuno di noi solo per cercare di trarne un vantaggio personale non ci stiamo e rispediamo al mittente quanto dichiarato – termina la nota rossoblù -. Noi abbiamo dimostrato di pensare sempre e solo al campo, l’unico ambito nel quale siamo chiamati a mantenere ferme le nostre responsabilità. Cosa che sarebbe opportuno che facessero anche gli altri”.

Nel frattempo il Tribunale di Ascoli Piceno ha inspiegabilmente preso altro tempo prima di annunciare la decisione sul futuro rossoblù: a questo punto dovrebbe finalmente essere lunedì 3 maggio il giorno in cui la Samb verrà dichiarata fallita, a meno che il giudice Francesca Calagna opti per un nuovo clamoroso colpo di scena e dichiari ancora valido il concordato in bianco di Serafino.