Le pagelle dell’Ancona che batte il Termoli e rimane attaccata al treno delle primissime in Serie D girone F
Salvati 6: Indossa un indumento superfluo: i guanti. Al capitolo parate non corrisponde alcun attributo.
Ceccarelli 6: Trattiene la fisicità scomodossima di Ceesay ed il passo di Antonacci.
Bonaccorsi 6: Non muta forma, nemmeno all’innesto di Marsico: sempre roccioso. Poi però viene espulso sulle note di un finale di gara fattosi molto nervoso senza significato. Il motivo resta un arcano.
Petito 6: La mole difensiva del match non è chissà quanto ampia. Però anche lui è sempre molto attento, specie nel finale. Quando tutto era ancora in ballo sull’1-0 e bisognava stringere la cinghia.
Sparandeo 6: Ermetico sull’out di sinistra. Non viene quasi mai sollecitato da avversari pericolosi e finisce per tornare utile anche in qualche avanzata.
Proromo 6: Lavoratore silenzioso come al solito. Il centrocampo folto del Termoli non è mai un problema perché c’è lui a disposizione. Ed è anche graffiante ad altezza trequarti.
Gerbaudo 6.5: Connettore perfetto tra i due reparti. Fa sempre la scelta giusta, che sia in orizzontale o, più usualmente, che sia in verticale.
Meola 6: Una conclusione telefonata e qualche fraseggio di rilievo. (70’ D’Incoronato 5.5: Entra e mastica il possibile 2-0 a tu per tu con l’estremo difensore avversario).
Pecci 6.5: Uno dei migliori per rapporto quantità-qualità. (85’ Calisto s.v.).
Cericola 6.5: Mezzo voto in meno solo perché non si rivela nella sua versione più cinica sprecando due palle gol. Ma decide la gara essendo il più pericoloso. (70’ Miola 6).
Kouko 6.5: In ogni sortita che si rispetti c’è la sua inconfondibile traccia. Nel doppio quasi-assist, prima a Pecci e poi a Cericola, e nell’assist vero e proprio verso quest’ultimo. Seppur favorito dall’uscita shock di Troselj. D’altronde, la fortuna aiuta gli audaci… (73’ Babbi 6: Nella mischia finale per tenere la palla più lontana possibile dall’area).
All. Maurizi 6.5: Come aveva avvertito, a seguito di altre vittorie importanti la squadra non sempre era sembrata ferrata negli appuntamenti subito successivi. Vedi con la Vigor, dopo Sora, o con il Notaresco, dopo L’Aquila. Stavolta però si rimane sul pezzo. E si vince ancora dopo la sbornia Ostia. La sua Ancona è sull’attenti.
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