Salvarsi impresa dura: 500 tifosi di nuovo traditi e si rimpiange…Carrera

NELLA TELA DEL RAGNO – A Pineto domenica fallimentare per l’Ascoli. Da Di Carlo ci si aspettava di più, mercoledì arriva il Campobasso

Quando giovedì scorso alle ore 15.30 si era aperta la vendita dei 500 biglietti riservati ai tifosi dell’Ascoli per il settore ospite nello stadio del Pineto….alle ore 16.02 dopo soli 32 minuti al centro commerciale Oasi (unico punto vendita ticket) i biglietti erano terminati! 500 tifosi traditi per l’ennesima volta da una squadra senza carattere, costruita dal DS Righi e composta da un mix di ragazzi (Ascoli al primo posto girone B per impiego minutaggio giovani) e  calciatori esperti…miscela totalmente fallita.  

Preso il gol al 38′ del primo tempo, alla prima occasione costruita dal Pineto (nessun tiro nello specchio della porta abruzzese effettuato da un Ascoli sempre più inguardabile), la squadra si è disunita, è subentrata la paura di non farcela per l’ennesima volta a recuperare…e nei restanti 58 minuti il Picchio è riuscito nell’impresa (si fa per dire…) di tirare pericolosamente due volte in porta, con una punizione di Tremolada ed un tiro dal limite dell’area del subentrato Silipo, unico calciatore dell’Ascoli meritevole della piena sufficienza, magari insieme a Marsura.

Il fatto che uno come Silipo non giochi titolare, unico giocatore a creare superiorità numerica saltando spesso l’avversario, creando sempre qualche buona giocata, fa capire in quale stato confusionale si trovi mister Di Carlo. Tolti i due summenzionati calciatori,  per il resto una pagella che può oscillare per tutti dal 4 al 5. Il Pineto non ha rubato nulla, costruendo la sua vittoria con il ‘gollonzo’ di Gambale (complice la difesa bella addormenta del Picchio) e nella ripresa chiudendosi a riccio dietro, senza soffrire più di tanto ed all’occorrenza usando le maniere forti (gli abruzzesi finiranno con 7 ammoniti…) e le fisiologiche perdite di tempo.

Il Pineto ci ha messo il giusto agonismo mentre l’Ascoli ha giocato con la paura addosso, con un pallone che aumentava di peso nel corso della gara, senza uno straccio di gioco. I disastri commessi dal DS Righi sono evidenti, ma da un tecnico navigato come Mimmo Di Carlo ci si aspettava di più. Encefalogramma della squadra piatto, giocatori poco reattivi ( e pensare che il mister aveva visto negli allenamenti settimanali…un occhio diverso da parte dei calciatori…poveri noi…) e nessuna idea di gioco…ed il tutto si traduce con zero punti in 4 partite, battuto il record negativo che apparteneva a Delio Rossi che in B conquistò 1 punto nelle sue prime 4 gare.

Gli 8 punti in classifica sono stati conquistati dal vituperato mister Carrera, che aveva ottenuto 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte nelle prime 6 gare, media 1,3 punti, il Picchio a metà classifica con una squadra nuova per 9/11 da assemblare. Con il senno di poi il licenziamento del mister (comunque voluto dalla maggioranza della tifoseria) è stato un errore,  avallato dalla società che è il ritratto della pubblicità anni 70 del Frate Cimabue che “faceva una cosa e ne sbagliava due”. Inutile dire che da questa situazione nella quale si è ficcata il Picchio (terzultimo posto in classifica grazie anche alla penalizzazione della Spal, altrimenti sarebbe stato un penultimo posto a 2 punti dalla retrocessione diretta in CND) se ne esce con il lavoro…

Questa settimana sono state eseguite 4 giornate con doppi allenamenti…ma la squadra gioca con la paura e la tensione addosso…e neanche l’incessante incitamento dei 500 impareggiabili tifosi è servito a qualcosa…se la testa non c’è…puoi correre a 1000 ma non concludi nulla. Mercoledì si tornerà al Del Duca contro un organizzato Campobasso di mister Braglia, allenatore esperto di categoria. In questi due giorni che mancano al match più che doppi allenamenti servirebbero due giorni in un convento, per confessarsi su cosa stia davvero accadendo…perché alla fine l’organico non è certamente da retrocessione in CND.

Oggi sarebbe facile sparare sulla Croce Rossa, ma se il Picchio vuole conservare la categoria (impresa dura ma non impossibile) deve necessariamente cambiare registro. Il silenzio stampa a fine gara a parere dello scrivente è stata cosa buona e giusta, da estendere comunque anche al Patron Pulcinelli che attende ancora la tifoseria sul carro dei vincitori (ari poveri noi…), dopo aver promesso due anni fa…di lasciare il Picchio in Serie A.

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