Sabiri, il trequartista divisivo

Sabiri esulta dopo il gol (Foto Lega B)

SERIE B – Ad Ascoli il marocchino ha trovato finora 6 volte la via del gol con 3 assist

Parlare, scrivere, raccontare ed anche indignarsi sui giocatori di qualità è sempre un sacrosanto dovere per gli amanti del calcio. Inutile nascondersi, i “10” saranno sempre divisivi, anche se il numero dietro la schiena cambia. È il caso anche di Abdelhamid Sabiri, trequartista dell’Ascoli che ha ritrovato il gol nella sfida contro il Vicenza che ha segnato una tappa importante nella guerra salvezza bianconera. “Dei sei gol messi a segno – dice – il più importante è stato quello di ieri perché è stato fondamentale per ottenere la vittoria, dato che il Vicenza sul finale ha accorciato le distanze. L’esultanza con le dita nelle orecchie? La faccio quando gioco con i miei amici alla Play Station, quando realizzo un gol mi prendono in giro e io mi chiudo le orecchie per non sentirli”.

Quello contro i Berici è stato il sesto gol in campionato per Sabiri, secondo capocannoniere dietro a Bajic (8) e ad un gol in più da Dionisi (5) che però è arrivato a gennaio. In stagione, il marocchino naturalizzato tedesco ha anche messo a segno 3 assist, il numero più alto in squadra per singolo giocatore insieme a Kragl, anche lui a quota tre. Sabiri, mezzala d’inserimento prestata sulla trequarti (anche se di inserimento ha fatto vedere poco, più mezzala di gestione, parere personale) è comunque l’uomo che ha effettuato più tiri nell’Ascoli. Ben 68, sotto di lui permane Chiricò quota 41. Molto molto importante il conto dei tiri in porta (27 su 68) ma soprattutto l’indicatore di quanti tiri hanno preso lo specchio in media in una partita. Il dato è di 1,31.

Queste statistiche possono non dire nulla oppure tutto, a seconda da quanto una persona ne sia attaccata. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Sabiri è un giocatore a cui tutto l’ambiente Ascoli chiede tanto e lui, con le sue caratteristiche, prova a restituire quanto chiesto con tutte le difficoltà del caso. “All’inizio della mia esperienza la difficoltà più grande è stata la lingua, da subito mi sono messo a studiare e da un paio di mesi sento di cavarmela, mi sforzo di parlare coi compagni in italiano e questo mi sta aiutando anche in campo”.

Prova, anche se spesso non ci riesce. Sottil ha parlato di “continuità”, quella che serve ad un giocatore qualitativo per essere decisivo. Ninkovic a parte (come non pensarci..), Sabiri si è riscattato dalle ultime prestazioni non brillantissime con un gol e una partita che gli fa onore. Togliamo anche di mezzo il credo diffuso che un trequartista debba ammaliare e rimaniamo con le situazioni concrete: in una squadra che non ha nella qualità il principio cardine (vedersi Buchel rimesso li in mezzo e le difficoltà di Danzi), per vincere le partite occorre comunque che qualcuno ce la metta. Bidaoui, Bajic, Dionisi e appunto Sabiri, chiamato non solo più a contrastare, ad abbassarsi per cucire il gioco, ma anche a portare concreta qualità. E se questo vuol dire non lasciargli più battere i calci piazzati ma metterlo in area o al limite, allora sarà così.

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