“Ruspa” lo Spartano tra parate, amicizie fraterne e l’ultimo brivido: ondata social per non dimenticarlo mai

Ruspantini, Giovanni Pompei – altro talento scomparso prematuramente – e Gianluca Savoldi, insieme ai tempi della Fermana 2009-10 che vinse la Coppa Italia d’Eccellenza

L’ex portiere morto improvvisamente a 46 anni. Il calcio toccato profondamente. Ora preparatore al Portorecanati in Prima Categoria, sabato scorso l’ultima vittoria. I ricordi commossi da tutte le Marche e non solo

Un ultimo tuffo, in silenzio. Per dire addio senza avere il tempo di salutare. Diego Ruspantini, ex portiere conosciutissimo in tutte le Marche, è morto improvvisamente (RILEGGI QUI) per un malore che l’ha colto di sorpresa. In una domenica sera come tante. Alla fine del giorno calcistico per antonomasia. “Ruspa” ha preso gol in un modo che è impossibile da credere, lui che tante volte in campo le reti le aveva evitate con balzi felini. Aveva una fisicità fuori dal comune, esuberante tra i pali ed anche fuori. Estroverso, amichevole, lo “Spartano” ha lasciato il segno in ogni piazza in cui ha giocato.

A Cingoli è stato negli anni d’oro d’Eccellenza, poi l’Osimana di Marco Lelli – colui che l’ha rivoluto fortemente anche all’Ancona nel suo staff -, la Fermana tra Promozione ed Eccellenza. Ai quei tempi, tra il dicembre 2008 e il giugno 2010, Diego viaggiava dalla sua Porto Recanati sino al Recchioni con la Mini, auto che faceva fatica a contenerlo, lui che possedeva un’atletismo fuori dal comune. Muscoli e tatuaggi misti ad un sorriso bianchissimo. La sua scomparsa ha sconquassato la tranquillità di un comune lunedì, perché la notizia si è diffusa a macchia d’olio lasciando un brivido dietro alla schiena di tanti.

Sabato pomeriggio Diego, ora preparatore dei portieri del Portorecanati in Prima Categoria girone C, aveva partecipato alla sua ultima partita. Al Monaldi per la sfida col Montegiorgio, tra l’altro vinta. Nessun preavviso. Dopo qualche ora “Ruspa” ha lasciato per sempre la moglie Teresa e i due figli, Giorgia e Giuseppe, ai quali ora il mondo del pallone si stringe.

Era un ragazzone che aveva stretto relazioni solide, sincere, leali. Tantissimi gli amici conosciuti sui campi, da Fabio Tombesi – uomo simbolo della Cingolana che fu, ora allenatore del Camerano – sino a Lorenzo Gigli – altra colonna dello Spivach, ora ds del Montefano in Eccellenza -, dai fratelli Santoni a tanti altri, sino ad arrivare a Giuseppe Bugiolacchi e all’ex Serie A Gianluca Savoldi, conosciuto ai tempi della Fermana 2009-10.

Il cordoglio social è immenso. Proprio Bugiolacchi – evergreen che ancora gonfia reti – ha digitato sui suoi canali delle parole toccanti: “Siamo cresciuti insieme a scuola e tra le quattro mura dell’ oratorio, pronti sempre a sfidarci – si è letto – Te come libero, io sempre in attacco a cercare di evitare i tuoi calcioni.. Poi siamo passati a giocare al campo sportivo con gli arancioni, abbiamo fatto la trafila insieme, e a 16anni, hai iniziano la tua carriera di portiere. Quando abbiamo iniziato nel calcio dei ” grandi” ci siamo ritrovati a giocare insieme a Monte Urano, Osimo e Montelupone: sempre con il tuo carattere “guascone” ma chi ti conosce sa che avevi un cuore d’ oro.. Quante gioie, arrabbiattute, ma sempre a testa alta( come dicevi tu). Alcune volte abbiamo giocato anche contro e uno dei ricordi che mi lega a te in un Caldarola-Cingolana dove ho anticipato la tua uscita bassa e l’ arbitro ha fischiato il rigore mi hai detto: Non te meno Pè perchè ti conosco! Ho i brividi solo a ripensarci.. Sei stato un esempio per molti, un amico per tutti. Mi mancherai portierone”.

Emozionante anche il post di Gianluca Savoldi, 24 presenze e 5 gol in Serie A con la Reggina 2002-03. I due si erano intrecciati nella Fermana 2009-10 che vinse la Coppa Italia d’Eccellenza, uno a parare, l’altro a scardinare le difese. “L’amicizia é capirsi, anche a migliaia di km di distanza. L’Amico con la A maiuscola sente se c’e qualcosa che non va anche senza alcun segnale. A volte basta un silenzio di troppo e arriva un “tutto bene?” per far sentire all’altro che ci sei. Io sono stato fortunato perché ho conosciuto quel “sentirsi sempre” anche senza il minimo gesto. La vita mi ha regalato amicizie meravigliose nella loro diversità e unicità. Ma questo feeling per me è sempre stato il comune denominatore – le parole di Savoldi -. Sincero, affettuoso e matto come sono io. Questa non me la dovevi combinare fratello mio. Non voglio angeli in cielo, io qui comincio a sentirmi tanto solo. Spero solo tu sia già nelle braccia della tua mamma. Salutami il 10 (il riferimento è a Giovanni Pompei, altro talentuoso calciatori di quella Fermana scomparso prematuramente, ndr). Ciao numero uno”.

Il saluto è arrivato pure dal mondo del beach soccer, ricordando che Ruspantini saltava come un grillo pure sulla sabbia difendendo i colori della Samb allenata da Oliviero Di Lorenzo. “Diego è stato un protagonista importante della storia della Sambenedettese Beach Soccer, vestendo i nostri colori dal 2008 al 2013 con passione, impegno e grande senso di appartenenza. Da capitano ha saputo guidare la squadra con carisma ed esempio, contribuendo in modo decisivo alla conquista del primo storico trofeo a Viareggio, la Coppa Italia, che resterà per sempre nella memoria di tutti noi. In campo e fuori dal campo, Diego è stato un punto di riferimento umano e sportivo, capace di unire il gruppo e trasmettere valori autentici di rispetto, sacrificio e amicizia. Oggi immaginiamo che abbia raggiunto in cielo Giovanni Pompei, suo compagno di squadra e grande amico, con il quale ha condiviso momenti indimenticabili di sport e di vita”.

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