Riaprono i parrucchieri: da Cappelli Hair Design “non si parla di Covid”

Il titolare: “Totale incertezza e chiusure ma noi guardiamo avanti”

di Luca Gabrielli

Le Marche tornano arancioni, si torna a scuola ma anche dal parrucchiere. Andrea Cappelli, titolare del Cappelli Hair Design di Folignano, ci racconta il momento difficile, l’incertezza e quanto sia complicato lavorare nel migliore dei modi in questo momento.

 

“Dopo aver passato tutto il periodo pasquale chiusi, da oggi si riparte – ci confida Andrea – e siamo pieni per le prossime due settimane, senza un buco libero. Se da una parte questo è un bene, dall’altra lavorare così non è il massimo. Nonostante lavoriamo con orari massacranti, non riusciamo a soddisfare tutti i nostri clienti e soprattutto viviamo nella perenne incertezza. Il cambio di colore dal venerdì per la domenica ci mette in difficoltà e spesso siamo stati costretti ad annullare tutte le prenotazioni. Si vive alla giornata, o meglio alla settimana“.

“Durante il primo lockdown abbiamo lavorato tanto per rendere i nostri locali luoghi sicuri. Addirittura abbiamo dovuto abbandonare il vecchio locale, troppo piccolo, e ci siamo trasferiti in un altro tre volte più grande, altrimenti avremmo potuto servire un cliente alla volta. Tutti i parrucchieri hanno seguito regole severe e si sono adeguati – continua Cappelli – ma non è bastato per rimanere aperti. La cosa che mi preoccupa di più per il futuro, e lo sto già riscontrando nei clienti soprattutto più anziani, è che in molti stanno perdendo l’abitudine di entrare nei negozi. La paura è tanta e questo potrà portare conseguenze nel breve ma anche nel lungo periodo”.

 

“Per quanto riguarda i ristori – prosegue Andrea – non ci rientriamo perchè abbiamo fatto una nuova società, ma non sarebbero comunque bastati. Affitto e tasse le abbiamo comunque pagate e per un’attività commerciale la botta è stata davvero grossa. In questo periodo di chiusura poi – conclude Andrea Cappelli – c’è stata la piaga sociale di tutto quel lavoro nero rappresentato da chi è andato illegalmente nelle case, sia parrucchieri che estetisti. Un male per diversi motivi, sia economici che sanitari.
Nel nostro locale però vogliamo guardare al futuro, abbiamo deciso di mettere un cartello con scrittoQui non si parla di Covid“. Andare dal parrucchiere è anche un bel momento di socialità e vogliamo che i nostri clienti parlino di altro. Capiamo la paura, ma c’è bisogno di normalità.

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