Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views : Ad Clicks : Ad Views :

Reclutano braccianti per farli lavorare a 3,30 euro all’ora: denunciate 4 persone

img

A capo dell’intermediazione c’era un 44enne pakistano. L’operazione della Guardia di Finanza di Ascoli

Blitz anti caporalato, della Guardia di Finanza di Ascoli, con quattro persone denunciate oltre al sequestro di 14.000 euro, di un mezzo e di una quota di un immobile ad uso abitativo a Monteprandone. Oltre al controllo giudiziario di un’azienda agricola. L’indagine sul “caporalato” condotta dal Comando Provinciale della Fiamme gialle di Ascoli si è sviluppata nel Piceno e nelle province di Fermo e Macerata. I lavoratori venivano pagati solo 3,30 euro all’ora.

 

Quattro, come detto, le persone finite nel mirino delle indagini condotte dalla Compagnia di San Benedetto che hanno portato alla luce un sistematico impiego di manodopera in condizioni di sfruttamento, confermato anche dai blitz effettuati nelle prime ore mattutine nei campi di lavoro, dove è stata rilevata la presenza di 8 lavoratori “in nero”, di cui 7 di nazionalità straniera.

Illeciti poi confermati dalle testimonianze rese da numerosi braccianti agricoli e dall’analisi dei tabulati telefonici, oltre che dalle attività di osservazione, pedinamento e controllo esperite direttamente dai militari, arrivati ad individuare il preciso automezzo con il quale i braccianti, una volta reclutati, venivano accompagnati nei campi di proprietà dell’azienda agricola.

 

Protagonista dell’intermediazione (ovvero il “caporale”) è risultato un 44enne di nazionalità pakistana, reclutatore in maniera organizzata e continuativa di braccianti agricoli, tutti di nazionalità indiana, bisognosi di un qualsiasi lavoro onesto che consentisse loro di poter far fronte alle primarie necessità di sostentamento, anche a costo della rinuncia forzata dei fondamentali diritti sanciti in materia di lavoro e che hanno portato l’azienda agricola ad impiegarli con paghe di entità tipiche di chi, prima ancora dei diritti, antepone i soli ed esclusivi interessi economici. Dalle indagini è emersa, infatti, la sussistenza di numerosi indici sia dello sfruttamento, sia dello stato di bisogno dei braccianti, impiegati senza alcun contratto, con retribuzioni quantificate in circa 3,80 euro all’ora (di cui 50 centesimi trattenuti dal “caporale”) che non tenevano in considerazione nemmeno le maggiorazioni per le ore di lavoro prestate per gli “straordinari”, nelle giornate festive o in orari notturni. I compensi di lavoro effettivi erano, alla fine, 3,30 euro all’ora.

Tutti e quattro i soggetti individuati dalle Fiamme Gialle sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e colpiti dal provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, emesso dal Gip del Tribunale di Ascoli, che ha riguardato l’automezzo utilizzato per il “caporalato”, disponibilità finanziarie per circa 14.000 euro (rinvenute giacenti su 3 conti correnti) e la quota di un immobile ad uso abitativo a Monteprandone quale recupero dell’intero profitto ottenuto attraverso l’attività illecita.

Un’attività d’indagine che ha consentito, tra l’altro, anche l’applicazione del “controllo giudiziario” dell’azienda agricola riconducibile a tre dei quattro soggetti denunciati. L’azienda agricola – che, tra il piceno, il fermano ed il maceratese si estende per oltre 37 ettari di vigneti e ulteriori 21 ettari di terreni seminativi e frutteti di proprietà – vedrà quindi ora la presenza, al proprio interno, di un amministratore giudiziario che affiancherà l’imprenditore titolare nella gestione.

  • Facebook
  • Twitter
  • Google+
  • Linkedin
  • Pinterest
This div height required for enabling the sticky sidebar