Recanatese, retrocessione col paracadute: potrebbe rigiocare in Serie C

Patron Guzzini con Melchiorri

Playout perso a Pesaro, ma primo posto nella graduatoria delle riammesse a costo zero. Secondo – da confermare – in quella dei ripescaggi con 300mila euro a fondo perduto. Guzzini favorevole

Nel tardo pomeriggio di domenica aveva versato lacrime amare in quel di Pesaro, perdendo al ’95 il playout contro la Vis. Recanatese retrocessa. Poi, però, in serata, è stato il gol di…Tomassini del Monopoli, realizzato nei secondi finali, a ridare un clamoroso barlume di speranza ai leopardiani. Voi direte: cosa centra Tomassini del Monopoli? Questione di conteggi e proiezioni in ottica riammissione e ripescaggi. Fondamentale, in questo senso, che nel girone C sia retrocessa la Virtus Francavilla. Altrimenti proprio il Monopoli sarebbe stato avanti alla Recanatese in ogni graduatoria di chi, nel limbo, deve “pregare” nelle disgrazie altrui per tornare nei professionisti.

In soldoni, la Recanatese è scesa in D, ma si deve asciugare le lacrime perchè potrebbe rifare la C. Giallorossi primi in graduatoria delle riammettibili a costo zero, probabilmente secondi in quella delle ripescabili con 300mila euro da versare a fondo perduto. Patron Guzzini ha già detto: “Sì”. Insomma, non è detto che al Tubaldi non possa tornare prima di subito il professionismo.

Ma spieghiamo bene. Il meccanismo della riammissione in C gratuita si aziona se, al momento delle iscrizioni al prossimo campionato, chi ha diritto a parteciparvi rinuncia spontaneamente non presentando la domanda. In quel caso, allora, l’organico della Lega Pro si completerebbe riammettendo a costo zero una retrocessa. Secondo quale criterio? Priorità a chi ha avuto la miglior classifica nella regular season. Recanatese avanti! Ha racimolato infatti 38 punti come il Fiorenzuola nel girone A, ha lo stesso numero di vittorie del Fiorenzuola (10) ma è in vantaggio alla voce gol fatti (47 contro le 38 dei piacentini), terza discriminante da prendere in esame. E dunque? “Basta” che una società non si iscriva (stile Pordenone l’anno scorso, per info chiedere al Mantova, retrocesso in D, riammesso in C senza sborsare una moneta e dodici mesi dopo in B con Possanzini allenatore…) e la Recanatese sarebbe richiamata nei professionisti.

Ma se tutte le aventi diritto si dovessero iscrivere? I leopardiani avrebbero anche un’altra chance, chiaramente molto più dispendiosa economicamente, che è quella del ripescaggio, processo che si aziona quando la Covisoc, organo deputato al controllo, boccia una società per posizione irregolare dopo aver depositato la domanda d’iscrizione – mancati pagamenti, stadi non a norma, ecc -. In questo caso, i posti vacanti verrebbero occupati attingendo da seconde squadre di Serie A (Milan in procinto di copiare Juve e Atalanta), retrocesse dalla C e perdenti dei playoff di D, secondo rispettive graduatorie da intrecciare successivamente (si parte sempre dalle seconde squadre, poi priorità alternata: un anno alla C e un anno alla D).

Buone notizie: quest’anno la priorità dovrebbe essere per le retrocesse dalla C – indiscrezione da confermare -. Come si formula la graduatoria della retrocesse? La classifica della regular season – già vista per le riammissioni – pesa per il 50%, poi conta la tradizione sportiva della città (25%) e la media spettatori degli ultimi cinque anni (25%). Nota bene: non possono partecipare al ripescaggio coloro che ne hanno già beneficiato nell’arco degli ultimi cinque anni (vedi Fermana) o che nelle stagioni precedenti sono stati penalizzato per inadempienze (vedi Alessandria, Brindisi, Monterosi). Senza mostrare tutti i calcoli, ci limitiamo a dire che la Recanatese anche in questo caso sarebbe davanti al Fiorenzuola (la graduatoria dovrà essere ufficializzata più in là). E dunque, inserendosi dopo il Milan B e prima di una vincente dei playoff di D, con il secondo posto generale nella classifica finale la Recanatese dovrebbe sperare nella bocciatura di due squadre per rientrare in C. Con un assegno, lo ripetiamo, da 300mila euro da produrre. L’intenzione c’è.

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