“Quindici anni per l’ospedale a Ragnola, mentre il Madonna del Soccorso muore”, l’arringa del dott. Olivieri

Il medico ha parlato con il fonendoscopio al collo: “Come noi auscultiamo i pazienti, i politici ascoltino i cittadini”

Nuovo ospedale a Ragnola, divampa la polemica. Il dott. Luigi Olivieri è stato eletto presidente del quartiere Marina Centro. Nel suo intervento durante la commissione consiliare congiunta Sanità e Urbanistica (leggi qui) ha indossato il fonendoscopio, lo strumento utile all’auscultazione dei suoni provenienti dal torace. E ha specificato di parlare come medico e cittadino. Si è trattato di un gesto simbolico per mandare un messaggio alla politica: “Come noi medici auscultiamo i pazienti, voi dovete ascoltare i cittadini”.

 

“Sono stati in molti stamani – l’incipit del dott. Olivieri – a chiedermi come mai ieri in sala consiliare in commissione congiunta Urbanistica e Sanità mi sono tolto simbolicamente la cravatta del presidente di quartiere e mi sono messo al collo il fonendoscopio del medico per andare giù pesante sulla questione del nuovo ospedale”.

Il dott. Olivieri espone i motivi.
Primo motivo. “Non ho nulla contro la costruzione di una nuova struttura ospedaliera, ma non si annienta un ospedale pubblico come il nostro Madonna del Soccorso frutto del sacrificio di tanti concittadini e storia viva della nostra comunità solo perché il presidente (il governatore delle Marche Acquaroli, ndr) è venuto qui in Municipio a dirci, a sorpresa, che a parer suo è antieconomico ristrutturare il nostro ospedale, solo per averlo velocemente visitato e senza rilasciare a supporto alcuna valutazione tecnica.

Quel presidente potrebbe non più esserlo tale tra un paio di anni ed intanto con la sua dichiarazione si procederà a chiudere da qui a breve un servizio pubblico per una battuta ‘non politicamente condivisa’ con quelli della sua coalizione forse solo per fretta elettorale o per ribadire il primato della sua compagine politica.”.

Secondo motivo. “Non vedo perché alla commissione tecnica regionale, che ci si augura nominata a breve, non si affidi la valutazione di “tutta l’area cittadina” affinché questa commissione ricerchi la giusta localizzazione o l’eventuale intervento sull’esistente se quest’ultimo fosse ritenuto come unica soluzione percorribile, in una città-territorio densamente abitata come la nostra e con poche possibilità di delocalizzazione.

L’analisi dello stato di fatto e l’analisi delle possibili alternative, la verifica dei vincoli ambientali e del contesto nel quale l’intervento eventualmente si inserisce, l’impatto urbanistico e le opere da attuare, ma anche i criteri chiari e trasparenti, l’obiettività dello studio e la condivisioni dei risultati, debbono sempre essere alla base dello studio di fattibilità tecnica ed economica, come previsto dal legislatore. Non possono essere saltate dall’intervento, benché sia del presidente e fosse anche di qualche semplice consigliere comunale”.

Terzo motivo. “Così per come deciso dalla giunta del 13 dicembre e come si è tentato ieri di far passare ‘come parere’ dei membri della commissione consiliare dell’urbanistica, non ci sarà alcun futuro per il Madonna del Soccorso. Quali investimenti potranno mai essere deliberati in adeguamento strutturale, tecnologia, personale, servizi in una struttura la quale è stata dichiarata ‘non più idonea’ da colui che dovrebbe avallare i finanziamenti stessi? Ovviamente ci sono già gli ospedali di primo livello di Ascoli Piceno e di Fermo in crescita di finanziamenti e a pochi chilometri che potranno sopperire alle necessità sanitarie della costa Sambenedettese”.

Ancora il dott. Olivieri: “Sì con il fonendoscopio del Medico al collo ci sono andato giù duro a difendere il Madonna del Soccorso, la sanità pubblica di questa città, dalla sua inevitabile chiusura in attesa che l’ospedaletto di Ragnola così limitato e costretto nei suoi spazi ma condiviso con il primo livello tutto Ascolano possa sorgere tra 10-15 anni, forse…

La difesa del Madonna del Soccorso e delle sue attività sanitarie di Primo Livello che vi si potranno ancora sviluppare, con un’azione di riconversione se non di nuova costruzione dei tanti spazi non più utilizzati con la realizzazione di un nuovo dipartimento di emergenza/urgenza che è la caratteristica del nostro ospedale, per la sua localizzazione costiera e per il rapporto stretto che questo territorio ha con le vie di comunicazione, il turismo e la mobilità dalla regione limitrofa.

La difesa del Madonna del Soccorso la dobbiamo alla nostra città, la dobbiamo a coloro che ci hanno preceduto credendo che questa città-territorio potesse avere una propria dignitosa sanità e la dobbiamo alle generazioni che ci seguiranno che saranno altrimenti suddite dei servizi sanitari che saranno offerti dagli ospedali di Ascoli e di Fermo. Riprendendo anche il pensiero recentemente espresso dal dr. Maresca per anni illuminato direttore della nostra sanità territoriale mi trovo d’accordo e sono certo di non essere il solo, che fino a quando vi sarà una classe politica che deve si dare indirizzi ma non occuparsi della gestione solo per interessi di consenso elettorale, non ci sarà speranza di progetti volti al benessere del cittadino.

E così anche fino a quando la classe medica che ha cultura clinica non rialza la testa, per timore, per necessità, ma si adegua di volta in volta ad interessi politici del momento e poi una classe dirigente che non c’è e credo che non ci sia nemmeno la volontà politica di farla crescere, c’è da fare uno sforzo generoso, liberandoci dalle becere ideologie”.

L’appello del dott. Olivieri: “Mi appello alle forze moderate presenti in questa città ed anche presenti nella compagine politica, mi appello a coloro che hanno a cuore una sanità per tutti, a coloro che vivono ogni giorno le esigenze dei più deboli, gli umili che non si possono permette una sanità diversa e che non potranno recarsi altrove nell’attesa che tra 10 o forse 15 anni avremo nuovamente un servizio sanitario ospedaliero, forse…

Questo è il momento per farci sentire, i cittadini vogliono oggi, anzi ieri, quella sanità sottrattaci dal ‘fai da te’ dei palazzi. Forse direte voi sono solo un sognatore? Non credo, qui fuori la gente chiede questo, noi medici ascoltiamo ciò che ci dicono dopo che la auscultiamo con il fonendoscopio, anche voi… ascoltatela”.

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