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Pusher nigeriano latitante arrestato a Napoli: spacciava eroina in provincia di Macerata

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L’indagine è partita dal decesso per overdose di un 37enne di san Severino

Arrestato a Napoli, precisamente ad Acerra, un latitante. Il successo dell’operazione è dovuto ai militari del Reparto Operativo di Macerata, comandato dal tenente colonnello Walter Fava.

L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari di Macerata. A finire in manette un nigeriano responsabile di concorso in spaccio di eroina nella nostra provincia. Il nigeriano, 24enne, si era reso irreperibile a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 4 luglio scorso dal gip del Tribunale di Macerata. Insieme ad un suo coetaneo arrestato il mese scorso a Busto Arsizio, si era reso responsabile, nel periodo tra luglio 2017 e settembre 2018, di una fiorente attività di spaccio di eroina al dettaglio nella provincia maceratese.

 

Complessivamente gli investigatori dell’Arma hanno riconosciuto un giro di 200 cessioni, per complessivi 72 grammi di eroina e un controvalore di circa 4.500 euro, considerando che ogni dose, da mezzo grammo ciascuna, veniva venduta al prezzo di 30/35 euro. L’arrestato svolgeva la funzione di “corriere” per contro del principale indagato: il suo compito era quello di rifornire di eroina i numero clienti della piazza di Macerata, trasportando periodicamente lo stupefacente proveniente dalla Campania.

Il modus operandi adottato era quello di occultare gli ovuli nell’intestino al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine. Riscontro in tal senso di è avuto proprio in occasione del suo primo arresto effettuato dai Carabinieri del Reparto Operativo di Macerata a Porto Recanati il 19 settembre 2018, quando nei pressi dell’Hotel House era stato sorpreso in possesso di 100 grammi di eroina. In quella circostanza aveva ingerito 10 ovuli, risultati poi contenere 10 grammi di eroina ciascuno).

La clientela che si riforniva dalla coppia di nigeriani comprendeva persone di entrambi i sessi, per lo più operai, disoccupati e alcune badanti, di una fascia compresa tra i 25 e i 45 anni. L’indagine è scaturita a seguito del decesso per overdose di un 37enne di San Severino avvenuto il 25 agosto 2018 ed è stato possibile accertare che tra le dosi di eroina cedute dall’indagato principale figurava anche una, ricevuta dal 37enne il giorno prima della sua morte.

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