Pub in ginocchio ma i clienti prima di tutto: Paolo lancia le “Restart Box”

Paolo Lelli di PanBrusco

Si tratta di un buono che si potrà utilizzare alla riapertura del locale nel centro storico di Ascoli

di Luca Gabrielli

Un locale pensato per lavorare la sera sta facendo più fatica di altri in questo momento di chiusure. Difficile cambiare la propria mission ma per cercare di sopravvivere i proprietari stanno cercando di inventarsi ogni mossa possibile per cercare di andare avanti. Paolo Lelli di PanBrusco, locale in pieno centro storico ad Ascoli Piceno, ci racconta la sua esperienza e come sta provando a costruire un futuro per la sua attività nonostante la mancanza di ristori.

 

“Il nostro lavoro è cambiato tanto perché, in base alle zone che cambiavano colore, cambiavano anche le nostre esigenze nel fare asporto, delivery o avere a disposizione i tavoli. Da parte nostra abbiamo provato a reiventarci con delle soluzioni a pranzo ma quando un locale nasce per la sera non è facile dire apri e basta. Un pub che apre la mattina non può mai fare i numeri che faceva prima e quindi è stato tutto molto complicato sia per me che per lo staff che ha sofferto la stessa cosa. Dentro al locale non c’è solo il proprietario – dichiara Paolo – ma anche chi ci lavora, tutto un circuito che poi va a perdersi. Molti colleghi che hanno negozi qui in centro mi hanno detto che, da quando i ristoranti sono chiusi, anche i loro affari stanno andando peggio nonostante fossero stati aperti.
Con il nuovo decreto poi la nostra situazione è peggiorata. Sono stati infatti inseriti nuovi parametri da rispettare che sono totalmente sballati e fuori da ogni concezione”.

 

“Noi come il 90% degli altri locali – attacca Lelli – non prenderemo un soldo, nonostante non lavoriamo in maniera normale da ottobre. Tutti i risparmi fatti durante l’estate li stiamo consumando piano piano anche perché l’affitto e le bollette continuiamo a pagarle. La situazione mi sembra peggiore rispetto all’anno scorso e non solo per me, siamo in tanti a vivere questa condizione”.

“Abbiamo cercato di modificare anche il nostro modo di lavorare aprendo a pranzo, sperimentando la formula del brunch e oggi ci troviamo a proporre anche qualcosa in più. Abbiam creato una “Restart Box” che è un modo per tenere accesa la voglia nei clienti di stare insieme a noi. Sono box che rappresentano una sorta di buono che si potrà venire a consumare quando riapriremo. Sono tre tipi di pacchetti differenti da 20, 30 e 50 euro. Ogni pacchetto fa riferimento ad un menù diverso – conclude il titolare di PanBrusco – e in più viene regalata una scontistica sull’asporto e delivery che facciamo ora o che potrà essere utilizzata anche quando riapriremo. Abbiamo creato una specie di crowdfunding autonomo per cercare di soddisfare i clienti, sempre vicini a noi in questi momenti, e soprattutto di andare avanti”.

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