Tanti studenti in piazza: “Così non ha senso, siamo buttati nelle aziende per essere sfruttati”
Una mattinata di protesta in Piazza del Popolo, dove si sono ritrovati gli studenti, ma anche sindacati, come Fiom e Usb, oltre a molti lavoratori, come quelli della Caterpillar di Jesi giunti anche a Fermo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro situazione. Tutti hanno voluto gridare il proprio dissenso verso un mondo della scuola e del lavoro, che da troppo tempo attende di essere riorganizzato e nel frattempo crea incertezza.
In piazza c’erano anche i genitori di Giuseppe Lenoci, il giovane ragazzo morto alcuni giorni fa in un incidente stradale mentre era impegnato nel percorso scuola-lavoro. Proprio l’alternanza è stato uno dei temi caldi della giornata. “Non chiamatelo incidente – gridano gli studenti – l’alternanza scuola lavoro è uno sfruttamente legalizzato. Non si può morire a 16 anni ad ottanta chilometri da casa, gli studenti dovrebbero stare nelle scuole e non sopra un muletto. Così come è stata organizzata, l’alternanza scuola-lavoro non ha senso. Bisognerebbe aumentare le ore di laboratorio dentro agli istituti, con insegnanti preparati, che sappiamo trasmettere un lavoro e non essere sbattuti in qualche azienda, senza nessuna competenza e consapevolezza“.
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