Pronto soccorso al collasso, tensioni con il personale: “Non può essere un reparto di degenza”

Carenza di posti letto e organici ridotti. Presa di posizione del Nursid

Il pronto soccorso dell’Ospedale di Torrette di Ancona è sempre più sotto pressione. Sovraffollamento, carenza di personale e una cronica mancanza di posti letto stanno mettendo in ginocchio uno dei principali presìdi sanitari delle Marche, punto di riferimento per un vasto bacino di utenza regionale (LEGGI QUI).

Nei corridoi del pronto soccorso numerosi pazienti sono costretti a restare sulle barelle, in attesa di essere visitati o trasferiti nei reparti per il ricovero. Un’attesa che spesso si prolunga per ore, a volte per intere giornate, a causa dell’assenza di posti letto disponibili nei reparti ospedalieri. Sull’intera vicenda è intervenuto Matteo Rignanese, segretario provinciale del Nursind: “Questa è una situazione che esaspera pazienti e familiari e che, negli ultimi giorni, ha fatto registrare episodi di forte tensione. Gli infermieri, già provati da turni estenuanti e organici ridotti, sono diventati il bersaglio di insulti e proteste. In alcuni casi, familiari stanchi dell’attesa hanno deciso di portare via i propri congiunti dal pronto soccorso, inveendo contro il personale sanitario prima di lasciare la struttura. Gli infermieri cercano di spiegare che le lunghe attese non dipendono da inefficienze, ma dal sistema di triage, che assegna la priorità ai casi più gravi. A rallentare però ulteriormente il flusso è la difficoltà a trasferire i pazienti nei reparti, trasformando di fatto il pronto soccorso in un’area di degenza improvvisata. Il pronto soccorso non può continuare a essere utilizzato come un reparto di degenza, – dichiara Rignanese – servono più posti letto, un potenziamento immediato degli organici e maggiori tutele per il personale. Gli infermieri lavorano quotidianamente sotto pressione, gestendo non solo l’emergenza clinica ma anche la frustrazione dei cittadini, senza adeguate misure di sicurezza”.

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