Programmazione privata sisma 2016, Castelli: “Meno proroghe, precedenza ai diritti”

A chi percepisce Cas e Sae la logica seguirà un criterio di priorità

Lo scorso lunedì durante la conferenza stampa a Acquasanta Terme dedicata al progetto Acqua Virtus, il senatore Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione, si è espresso sulle imminenti scadenze relative alla presentazione dei progetti privati dei titolari di CAS e Sae e sulla programmazione definitiva prevista per i il 31 maggio 2023, precedentemente prorogate lo scorso febbraio. Sono più di 30.000 persone a essere ancora senza casa a causa dei terremoti avvenuti in centro Italia tra il 2016 e 2017.

Il decreto ricostruzione prevede una programmazione mirata che vede un riordino preciso e dettagliato di tutte le scadenze inerenti alla presentazione dei progetti della ricostruzione privata, soprattutto in riferimento a coloro che sono titolari di Contributo di autonoma sistemazione i così detti Cas e coloro che hanno ottenuto le soluzioni abitative di emergenza Sae e altre forme di assistenza.
Castelli è chiaro, “lavoriamo su una programmazione mirata che non deve fondarsi sulle proroghe ma bensì sui diritti”, tenendo conto del disagio e le difficoltà di tutte le categorie coinvolte, di fatto si chiede ai progettisti, architetti, ingegneri e tecnici, oberati dal 110, scadenze varie e piattaforma GE.DI.SI (gestione digitale sisma il portale d’accesso per i professionisti alle procedure per ottenere il contributo alla ricostruzione privata) e complicazioni causate dalla mole di lavoro, di focalizzarsi attraverso un criterio di priorità.
La cabina di coordinamento è prevista il prossimo 29 maggio, il primo passo verso una logica di programmazione dove la necessità di depositare entro la fine dell’anno quei progetti che hanno acquisto di diritto la prelazione; due sono le date a cui fa riferimento il Commissario straordinario: una il 31 ottobre e l’altra il 31 dicembre, entro le quale bisogna concentrarsi su coloro che vivono fuori casa da ormai troppi anni e che hanno assoluto diritto di tornare nelle proprie case e ripristinare una normalità di vita come quella che c’era prima del 24 Agosto 2016.

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