Progetto ECO: Unicam guida la rigenerazione urbana e la biodiversità

Si conclude il Progetto ECO con Unicam a Senigallia e Chiampo: rigenerazione urbana, tutela della biodiversità e partecipazione dei cittadini.

Spazi verdi, Citizen Science e partecipazione attiva della comunità

Si sta concludendo in questi giorni il progetto “ECO – Ecosistemi di Comunità = Opportunità”, vincitore del Bando Habitat 2022 della Fondazione Cariverona. L’iniziativa ha coinvolto i territori dei Comuni di Senigallia e Chiampo (VI), con capofila la cooperativa sociale Gruppo Pleiadi, e ha mirato a promuovere percorsi innovativi di tutela ambientale, rigenerazione urbana e sensibilizzazione della cittadinanza.

L’Università di Camerino, sotto la responsabilità scientifica della prof.ssa Paola Scocco, in collaborazione con il prof. Andrea Catorci e lo staff tecnico dell’Erbarium Camerinensis, insieme al dott. Federico M. Tardella e al dott. Ernesto Venturi, ha partecipato al progetto per le attività nel Comune di Senigallia, curando le attività di Citizen Science, la progettazione botanica per l’arricchimento della biodiversità nel Parco della Cesanella e il monitoraggio della vegetazione prima e dopo gli interventi.

Il Parco della Cesanella, esteso per circa 16 ettari nella zona nord di Senigallia, era originariamente oggetto di un progetto di riforestazione legato alla terza corsia dell’autostrada, senza considerare il suo potenziale come spazio fruibile dai cittadini. Uno degli obiettivi principali del progetto ECO è stato quindi la rigenerazione di quest’area e la promozione di pratiche verdi, sostenibili e rispettose della biodiversità, attraverso attività rivolte alla cittadinanza.

Le iniziative di Citizen Science sono state integrate con la tesi triennale della dott.ssa Anna Paniccià, dal titolo Progettazione e realizzazione di materiale di supporto finalizzato ad attività scientifico-divulgative in seno al Progetto Cariverona ECO 2022.023#52390”. L’Università di Camerino ha inoltre attivato due borse di approfondimento: una dedicata al censimento delle specie arboree, alla zonazione dell’area, alla capacità di assorbimento della CO2 e alla realizzazione di materiale divulgativo, e l’altra al monitoraggio della biodiversità vegetale e alla preparazione del materiale per l’evento di chiusura del progetto.

Per quanto riguarda la progettazione botanica, sono state rigenerate cinque aree del parco seguendo una filosofia mirata a creare “stanze verdi” ispirate ai paesaggi mediterranei, pensate come strumenti didattici per cittadini e scuole. Le specie scelte sono state selezionate per la loro resistenza ai cambiamenti climatici e per la bassa manutenzionerichiesta, con particolare attenzione all’acqua, alle potature, ai fertilizzanti e ai pesticidi. Questo intervento ha dato inizio alla trasformazione del parco in un Bosco Urbano, valorizzando il ruolo attivo dei cittadini nel progetto pilota.

boschi urbani offrono numerosi benefici ecosistemici, tra cui la riduzione della CO2, la purificazione dell’aria, la produzione di fitoncidi con effetti benefici sull’uomo e la regolazione del clima urbano, fungendo anche da rifugi climatici. Le aree verdi urbane rappresentano inoltre spazi strategici per attività culturali, ricreative e sociali, contribuendo al miglioramento della qualità della vita in città.

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