“Prima del nuovo ospedale pensate al Madonna del Soccorso”, i quartieri incalzano il Comune

I nodi verranno al pettine nella commissione sanità del 15 dicembre

Fatti e non solo parole sulla sanità locale. È l’estrema sintesi di quanto emerso dall’incontro promosso dalla conferenza dei presidenti dei comitati di quartiere di San Benedetto del Tronto che si è tenuta martedì 16 dicembre presso il salone parrocchiale della chiesa San Pio X, a Marina di Sotto

All’ordine del giorno la condivisione di informazioni, proposte, ipotesi intorno alla situazione sanitaria del territorio Sambenedettese. Piuttosto che della location in cui realizzare il nuovo ospedale si è discusso dell’urgenza di ripristinare i servizi al Madonna al Soccorso. 

 

L’incontro è stata occasione per invitare al confronto i direttivi al completo, perché l’argomento necessita la massima attenzione e sensibilità sul tema, oltre che competenze ed una visione sia a breve che a lungo termine condivisa.

Presenti infatti diversi membri dei 16 direttivi dei comitati di quartiere, che hanno partecipato con interesse anche in vista dell’imminente commissione sanità-welfare, convocata per giovedì 15 dicembre. L’ordine del giorno invita i presidenti dei comitati di quartiere ad intervenire per discutere la costruzione del nuovo ospedale in zona Ragnola e problemi ed interventi al Madonna del Soccorso.

Le considerazioni emerse nel dibattito indicano una convergenza di opinioni unanime ed uniforme: in primo luogo i comitati di quartiere si fanno portavoce della richiesta di ripristino di servizi e reparti previsti dal piano di Area Vasta, zona territoriale 5 di San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno, con particolare attenzione al dipartimento di emergenza, come ampiamente previsto nella normativa per gli ospedali di primo livello (D.M. n. 70/2015 Balduzzi).

Per quanto riguarda la localizzazione, il coro unanime ritiene altresì necessario che la struttura sanitaria rimanga nel territorio sambenedettese con un focus sugli aspetti concreti. In commissione sarà infatti richiesto lo studio di fattibilità tecnica ed economica e la conseguente applicazione della normativa sul codice dei contratti pubblici e del regolamento attuativo, che, oltre lo stato di fatto, porterebbe anche all’analisi e alla valutazione sistematica della sostenibilità ambientale.

Ciò al fine di ottenere conclusioni di fattibilità tecnica, urbanistica, economica, finanziaria, adottando criteri chiari, trasparenti, obiettivi e condivisibili con la cittadinanza.

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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