Porto Sant’Elpidio, l’addio a Omiccioli e la grande confusione societaria

Giampaolo Marini, presidente del Porto Sant'Elpidio

Il tecnico paga per colpe non sue. Budget risicato all’inizio e diminuito con ulteriori tagli. Attesa una decisione sulla cessione della società e su come farla ripartire

Mirko Omiccioli non ha passato un buon Natale quest’anno, questo è poco ma è sicuro (parlando per l’aspetto calcistico ovviamente). Ma è anche vero che le sue colpe sono minime, vicine allo zero. Forse l’errore più grande che si può imputare al tecnico, oggi ufficialmente divorziato col Porto Sant’Elpidio, è stato quello di aver accettato questa panchina ad inizio anno.

Mirko Omiccioli, ex tecnico del Porto Sant’Elpidio

Difficile trovare altri appigli dove “dare addosso” al mister. Partiamo dall’estate. La società con risicate disponibilità economiche e con un’invernata Covid da affrontare si iscrive al torneo di Serie D già in grande affanno. Per ovvi motivi si cerca un allenatore che possa accettare un progetto/scommessa dove la maggior parte della rosa è composta da ragazzini. E con questi criteri viene scelto proprio Omiccioli che sa a cosa va incontro. La squadra, pur tra mille difficoltà, riesce comunque a giocarsela ad armi quasi pari un po’ con tutti poi la decisione della proprietà che incrina i rapporti: nel mercato di dicembre bisogna ulteriormente ridurre il budget e mandare via dunque quei pochissimi esperti che tiravano la carretta. Vengono dunque allontanati Quero, Prati, Frinconi e la rosa si riduce a una juniores poco più.

Alessandro Cossu

Il rapporto tra il tecnico e la società si incrina terribilmente. E mettiamoci nei panni del mister, come non si potrebbe? Già il progetto era complicato in più se vengono tagliati alcuni esperti in grado di migliorare qualitativamente la rosa ecco che la situazione si fa insostenibile. Si va avanti con tutte incertezze. La società che tratta la vendita con un gruppo calabrese e nel frattempo non rimpiazza minimamente i partenti.

Omiccioli si trova a gestire una situazione che non ha nulla a che vedere con una serie D. I giorni precedenti alla gara di Aprilia il braccio di ferro: la società vorrebbe le dimissioni del tecnico (e conseguenti soldi persi) e il tecnico da par suo non ci pensa neanche. Si arriva a un accordo che non soddisfa nessuno e lascia l’amaro in bocca a tutti.

La società, colpevole di aver gestito malissimo la situazione e non aver ancora preso una decisione sulla cessione o meno della realtà, si trova oggi all’ultimo posto in D con una rosa composta da tutti ragazzini poco più e tante nubi all’orizzonte. In tal senso il presidente Marini si è incontrato con il Dg Alessandro Cossu per sondare la disponibilità a ricoprire il ruolo di direttore per far ripartire praticamente da zero tutto.

Nelle prossime ore sono attese novità in materia, anche dal mercato dove sembra obbligatorio vedere quanto prima almeno 5 o 6 volti over a trainare il gruppo.

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