Porto Sant’Elpidio, in consiglio cinque varianti urbanistiche oltre le schermaglie da bar

Polemiche e parole di troppo

di Maikol Di Stefano

Restano gli strascichi dopo il consiglio comunale di martedì a Porto Sant’Elpidio. Se la copertina è stata presa dallo scambio fra il capogruppo del Laboratorio Civico; Pierpaolo Lattanzi e il capogruppo del Partito Democratico; Annalinda Pasquali, sotto la polvere restano le tematiche. Ovvero come l’ultimo consiglio comunale dell’era Franchelucci abbia portato all’approvazione di cinque varianti urbanistiche per la città di Porto Sant’Elpidio.

Facendo un passo indietro però si parte con un comunicato che lo stesso PD ha espresso per condannare le frasi di Lattanzi che durante l’assise ha definito “analfabeta funzionale” la stessa ex assessore Pasquali; arrivando a scusarsi immediatamente e ripetendo “Chiedo scusa, ma quando mi vengono messe in bocca parole non mie, tendo ad agitarmi”. Un episodio che sembrava chiuso lì, ma che nel day after è stato ripreso e condannato da più parti. “Ci si candida a governare la città senza avere il minimo rispetto dei luoghi, dei ruoli e soprattutto di chi si rappresenta seduti nei banchi del consiglio comunale. Il teatrino a cui si assiste da qualche mese a questa parte in consiglio comunale è quanto di più triste potesse capitare. Non smetteremo mai di credere e praticare il rispetto delle persone seppure con visioni politiche differenti e di avere rispetto dei cittadini che ci hanno dato il mandato di rappresentarli. – ha scritto sui propri canali l’assessore Patrizia Canzonetta – Il capogruppo Lattanzi, rivolgendosi alla capogruppo Pasquali ha detto ‘Ha un problema di analfabetismo funzionale e non capisce quello che viene detto’. ‘Capisce poco’, ha ribadito ancora Lattanzi, aggiungendo: ‘Va avanti per il suo modo di essere’: frasi fortemente offensive nei confronti della persona, del ruolo che riveste in Consiglio, che ha rivestito in passato e per la professione che esercita.

Tutto il gruppo consigliare, il sindaco Franchellucci, gli assessori Canzonetta e Stacchietti del Partito democratico dichiarano la loro solidarietà ad Annalinda Pasquali e respingono con forza espressioni e metodi dialettici ingiuriosi e ingiustificati in ogni contesto vengano espressi”. Sull’episodio è tornano anche il consigliere Lattanzi: “Al di là del fatto che, per correttezza ed onestà intellettuale, questi signori dovrebbero avere il coraggio di citare anche quello che di ingiurioso, irrispettoso e assurdo il consigliere Annalinda Pasquali aveva precedentemente pronunciato in Consiglio. – spiega Lattanzi – Questo martedì come in decine di altre occasioni, per altro, il fatto che ‘tutto il PD insorga contro il consigliere Lattanzi’, in realtà ieri sera avrei detto due o tre cose ben più serie e gravi, sull’operato scellerato di costoro, non so perchè, ma lo trovo un motivo di enorme soddisfazione. Sbugiardare le falsità e smascherare le malefatte di chi ha ridotto la nostra città in questo stato non potrà mai essere sbagliato”.

Un consiglio comunale vispo nel quale Lattanzi successivamente si è visto contrapposto all’assessore Daniele Stacchietti sui punti all’ordine del giorno. Ebbene sì, perché lo scambio Lattanzi – Pasquali, ha messo in secondo piano come nell’ultimo consiglio operativo dell’era Franchellucci, siano state presentate cinque varianti urbanistiche. “A sole 72 ore dal termine dell’operazioni di lavoro, quest’amministrazione presenta una serie di varianti che avranno un impatto sulla morfologia cittadina per i prossimi quarant’anni. – ha affermato Lattanzi in consiglio – Trovo questa una cosa da far rabbrividire”. In toni più “pacati”, ma altrettanto netti anche l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia: Giorgio Marcotulli: “Trovo questa una manovra da campagna elettorale”.

Ferma la risposta dell’assessore Stacchietti: “State imputando ad un’amministrazione che fa il suo lavoro per la città, quello che forse state facendo voi criticando tutto questo: campagna elettorale”. Un consiglio comunale che si rincontrerà prima dell’elezioni per i “saluti” di rito. In tutto questo però c’è un piccolo aspetto da sottolineare, è davvero questo il livello qualitativo generale di un Consiglio Comunale che decide come si muove un’intera città? Fatto di consiglieri che stanno per ore sul telefono, mangiucchiando e non ascoltando neanche il pensiero dei propri colleghi? Risiedendosi poi solo per esprimere il proprio voto? E’ fatto di una parte della stessa giunta, che durante il dibattito spesso se ne esce e non ascolta? Ecco, la speranza è che maggioranza e opposizione in futuro si ricordino il valore di un Consiglio Comunale sia per i toni, ma anche per i modi.

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