Porto Recanati, il Sindaco preoccupato: “Troppa gente in giro, addirittura in 5 su una panchina”

Roberto Mozzicafreddo, sindaco di Porto Recanati

Il primo cittadino Mozzicafreddo fa il bilancio di un sabato da incubo: “La Polizia Locale è stata tollerante, da oggi non più”

Invariata la situazione sanitaria rispetto a ieri a Porto Recanati, ma il sindaco Roberto Mozzicafreddo è allarmato per i suoi cittadini.

“Ieri è stata una giornata che ha fatto registrare un notevolissimo numero di persone in strada, nei parchi, sul lungomare, in campagna, e persino in spiaggia, nonostante i divieti. Abbiamo la sensazione che molti di noi non hanno compreso che non siamo fuori dal problema, ma siamo dentro al problema. Sono stati notati cittadini seduti in 5 su una panchina, gruppi di giovani passeggiare e fermarsi vicinisssimi e senza mascherine. Gruppi sul lungomare e persone in spiaggia, gruppi che giocano etc. Gran lavoro per la Polizia Locale che hanno solamente avvertito ma da oggi non potranno ulteriormente tollerare il non rispetto delle ordinanze e dei divieti dei vari DPCM e DPGR. Per i minorenni saranno responsabili i genitori.

Ricordiamo che si può uscire solo per lavoro, spesa, farmacia, visite mediche e attività motoria. Difficile fare attività motoria su una panchina. Quasi quotidianamente vi comunichiamo il report sulla situazione sanitaria della nostra città. Sui positivi siamo in grado di darvi la massima rassicurazione, così come sugli isolati che dovrebbero rstare in casa e riteniamo che lo facciano. Non siamo in grado di darvi il nunero degli asintomatici come non è in grado di darlo nessuno. Per questo, ancora una volta – il primo cittadino si rivolge ai suoi cittadini – vi chiediamo la massima prudenza. Qualora siate vicini o comunque a meno di un metro e mezzo da chiunque, amico o semplice conoscente, dovete usare la mascherina. Non è un optional, è un obbligo, per voi e per gli altri perchè nessuno di noi ha certezza di immunità, neppure di se stesso.

Vi preghiamo, davvero vi preghiamo, di essere attenti. Se tutti ci comportiamo bene, ricominciamo quanto prima una vita ‘normale’. Se malauguratamente dovesse riprensentarsi il contagio in forma massiccia, tutti i nostri progetti di normalità sarebbero bloccati. Reputiamo che un minimo di sacrificio, dopo tanti giorni, possa essere onsiderato accettabile. Forza, manca poco”.