Porto di Ancona, Morandi: “Mancano spazi e infrastrutture”

Si è tenuto questa mattina presso la Sala Marconi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale il convegno organizzato da Cgil Ancona e Filt Cgil dal titolo “Porto di Ancona, Interporto, Aeroporto – integrazione mondale – sviluppo e occupazione” che ha visto relatore il Presidente di Federlogistica Marche Andrea Morandi con Marco Bastianelli Segretario Generale Camera Lavoro Cgil Ancona, Valeria Talevi Segretaria Regionale Filt Cgil Ancona / Marche, Vincenzo Garofalo Presidente Autorità di Sistema Portuale M.A.C., Pietro Marcolini Università di Macerata, Ida Simonella Assessore Comune di Ancona con delega al porto e Stefano Malorgio Segretario Generale Nazionale Filt Cgil.

“L’Italia è un Paese privo di materie prime che esporta semilavorati e prodotti finiti. Pertanto, la competitività del settore logistico è un asset strategico per l’efficienza dell’intero Paese – ha dichiarato Andrea Morandi Presidente di Federlogistica Marche – Ancor di più nel contesto attuale: infatti, la pandemia prima e la guerra fra Russia e Ucraina poi ci hanno dimostrato quanto la logistica sia cruciale e quanto sia fondamentale controllarla e non delegarla a player stranieri. L’Italia sta vivendo una fase di difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime che impone una logistica flessibile e dinamica, capace di accogliere i nuovi flussi di merci e di navi causati dalla delocalizzazione/nearshoring degli approvvigionamenti”.

La piattaforma logistica delle Marche, Porto, Aeroporto e Interporto, deve ancora trovare una visione di sviluppo integrata, recuperando il gap in termini di adeguamento infrastrutturale rispetto all’evoluzione delle attività logistiche, generando così le attese sinergie, tuttora inespresse. Per essere pronti e cogliere le opportunità di crescita in uno scenario internazionale non facile, la logistica necessita di spazi e aree di deposito per le merci. Nello specifico il Porto di Ancona per garantire nuova occupazione deve aumentare gli spazi per le merci che sono la vera priorità. Dove? Senza dubbio nel breve periodo l’area ex silos e Bunge sono una soluzione preziosa. Poi occorre completare la costruzione della Banchina Marche che permetterà di fatto di raddoppiare le aree e i piazzali ad oggi disponibili. Nel frattempo, la transizione ecologica ci impone di lavorare sull’ultimo miglio, migliorando le connessioni sia stradali sia ferroviarie per sviluppare l’intermodalità. Infine, occorre ragionare sulle zone franche ovvero istituire Zone Economiche Speciali (ZES), uno strumento fondamentale per la pianificazione dello sviluppo delle Marche e l’attrazione di investimenti esteri ”.

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