Pista ciclabile invasa dalle moto: “Prima o poi ci scappa l’incidente”

Nel Parco del Conero la situazione è critica e i residente evidenziano varie criticità. I pericoli

Il primo tratto, circa 3 km, era stato inaugurato nel mese di maggio ma ora lungo la ciclabile del Conero invece delle biciclette passano le moto da cross ed anche qualche vettura. A raccontare quello che sta accadendo nel cuore del Parco del Conero sono i residenti della zona che oltre a fare i conti con i centauri si ritrovano a gestire una situazione quanto mai pericolosa causa mancanza di una adeguata segnalazione stradale.

Pista ciclabile che dopo il primo tratto iniziale ha una sorta di innesto su una proprietà privata che si trova proprio di fronte ad un Bed and Breakfast “ Villa De Ruschi” per poi continuare costeggiando la proprietà a pochi metri dallo svincolo che dalla Provinciale del Conero meglio conosciuta come la strada del monte che conduce poi a “Montespaccato”. Innesto di fronte al Bed and Breakfast ritenuto particolarmente pericoloso da Luigi Scala, un residente della zona: “Prima o poi ci scappa un incidente stradale e a rimetterci sarà qualche ciclista. L’innesto sulla strada privata in realtà è un salto nel buio, non c’è un minimo di segnaletica che possa aiutare i ciclisti nell’effettuare questo attraversamento di strada. La pista è stata aperta in fretta e furia ma manca di tutto segnaletica compresa“.

“Chi viene in discesa è convinto che la pista sia finita e si immette lungo la provinciale del Conero per giunta contro mano altri invece attraversano a tutta velocità la strada asfaltata per imboccare il secondo tratto di pista ciclabile senza sapere che in quella strada passano le auto dei residenti”. Ma i problemi lungo la pista ciclabile del Conero non finiscono qui, come puntualizza Anna Petrone del Bad and Breakfast “Villa de Ruschi”: “Quando è stata realizzata la pista ci hanno abbattuto la rete che delimita la nostra proprietà, per mesi siamo stati in questa situazione con tutti i pericoli del caso. Speravamo che tutto il materiale sarebbe stato rimosso e invece lungo la pista ci sono ancora dei materiali provenienti dal cantiere compresi dei ferri e delle canalette in cemento che nessuno si è preoccupato di rimuovere”.

“La nostra è una struttura ricettiva che si trova all’interno del parco del Conero e per tale motivo forse ci vorrebbe più rispetto ma nonostante le tante segnalazioni fatte nessuno si è fatto vedere. Lungo la pista ciclabile nei pressi dell’innesto sulla strada che conduce alla nostra struttura ricettiva servono dei dissuasori per invitare i ciclisti a moderare la velocità ma anche dei cartelli stradali. Per non parlare poi delle moto da cross che sistematicamente risalgono lungo la pista, ci abbiamo visto passare anche qualche auto. Da qui a qualche mese lungo la strada saranno pronti dei nuovi appartamenti in uno stabile che stà per essere ultimato il che significa altre auto lungo la strada”.

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