Pippo Baudo, quel rapporto speciale con Macerata, città del suo Amore e Disamore all’ombra dell’Arena con Katia Ricciarelli

Nell’estate dell’86 da freschi sposini a Villa Quiete; nel 2004 la separazione dalla moglie allora direttrice artistica della stagione lirica. Il celebre teatro all’aperto maceratese per la prima volta in tv grazie a lui. Nel 1977 passotreiese sull’onda dell’entusiasmo popolare ad uno storico indimenticabile Carnevale

Quando arrivò con Roberta Giusti a Passo di Treia, il Martedì Grasso del 1977, ospite di Enrico Compagnoni – il “padre” del celebre Carnevale – lui era naturalmente già famosissimo. E in poche ore divenne passotreiese a tutti gli effetti.

“La gente lo chiamava dalle finestre, dai terrazzi, mentre lui era in strada in direzione del palco dove avrebbe presentato con Roberta il Carnevale Passotreiese: ‘Pippo! Pippo! Sali in casa per un vermouth o per una fotografia…’” Un delirio. E Baudo saliva. Quanti a Passo Treia hanno la foto “di famiglia” (allora non esistevano i selfie) con il presentatore della Rai-TV più popolare del tempo! Non solo con lui, ma anche con la carissima Roberta Giusti – morta prematuramente nove anni dopo – rimasta nel cuore di tutti.

Personalmente lo conobbi in un caffè di Cinecittà vicino all’Attrezzeria di Dante Ferretti con l’allora sindaca di Macerata, Anna Menghi, appena reduce dall’incontro con il grande sceneggiatore che aveva in quell’occasione accettato la nomina ad assessore alla Cultura. Era il 1997.

Poi il 1986, l’anno del matrimonio (a gennaio) con Katia Ricciarelli. Si erano conosciuti l’anno prima, nei mesi e giorni in cui lei era stata indicata da Carlo Perucci, la madrina-superstar del recital che 40 anni fa inaugurò a San Severino il teatro Feronia dopo il restauro. Katia, nel Maceratese chiamata ancora da Perucci direttore artistico dello Sferisterio, venne con Pippo da fresca sposina. Per interpretare Liu’ dal 19 luglio al 5 agosto nella Turandot. Alloggiarono a Villa Quiete (direttore Bernardo Cherchi).

Mi rivelò Baudo: “Arrivati a Macerata a Piazza della Vittoria non sapevamo che strada prendere. Dall’auto chiedemmo a un giovane. Lui ce la fornì senza mostrare, almeno apparentemente, di conoscerci. Ne fummo meravigliati ma contenti: era la prima volta che ci accadeva a me e a Katia di quei tempi!”.

Pippo Baudo fresco sposo allo Sferisterio con Katia Ricciarelli, 1986 (foto Baldoni)

A Villa Quiete naturalmente non fu così, e Cherchi ebbe il suo bel da fare per alleviare le “spine” della popolarità alla coppia più famosa d’Italia. Che comunque si prestò di buon grado ad essere ospite e testimonial anche a un banchetto di nozze in albergo. E a ricevere ed accettare l’invito a Palazzo (sindaco Cingolani) da parte di un giovane assessore alla Cultura, Bruno Mandrelli:

“Casual, anzi ‘scaciato’, ma Pippo e Katia innamoratissimi mi accolsero con tanta simpatia! Ah, tempus fugit”commenta oggi l’avv. Bruno.

Katia allo Sferisterio sentiva comunque l’impegno di confrontarsi con un’altra star internazionale come lei: Ghena Dimitrova. Pippo, durante gli intervalli in camerino, faceva gli straordinari: accompagnava la moglie al pianoforte nella ripetizione dei “passi”.

Lungo i corridoi ci si incrociava talvolta, ed allora Pietro “Briscoletta” Baldoni, fotoreporter del Messaggero, gli lanciava affettuose battute: “Attento Pippo, non correre… lo Sferisterio è pieno di buche!” L’amicizia fra Baudo e Pietro era nata a causa della forte rassomiglianza di quest’ultimo con lo zio del presentatore. Qualche giorno prima, in camerino, per un’intervista e qualche foto, Pippo, fortemente stupito, rivolto a Baldoni aveva esclamato: “Zio, che ci fai a Macerata?!” Allorché Baldoni ed io ci eravamo voltati: alle nostre spalle nessuno! La scena durò un minuto o due prima che l’equivoco fosse risolto. Nacquero simpatia, un po’ d’amicizia e qualche cena in hotel (ai Colli, ex Agip) con dolci serviti direttamente dalla Ricciarelli.

L’anno successivo, con soprintendente Giancarlo Del Monaco e direttore Marcello Abbado, allo Sferisterio la Ricciarelli fu la superstar: suo il gran finale con un recital da far venire giù le colonne neoclassiche dell’Aleandri. La sua figura, inguainata in uno spettacolare abito da sera, incantò l’Arena.

La Ricciarelli a Macerata sarebbe tornata come direttrice artistica nel 2003 e 2004. E come nelle favole d’amore al contrario (quelle purtroppo vere), tutto era cambiato dall’86! Nell’estate del 2004, proprio in occasione dell’arrivo di Baudo – che promosse la prima serata Rai della stagione lirica maceratese – la Coppia più Bella d’Italia scrisse la parola fine. A Macerata c’erano state la passione e la gioia; dopo 18 anni, la separazione!

L’ultima volta che ho visto Pippo? Sul palco dell’Arena. Aveva una cartella in mano con tutti i fogli ben appuntati: i momenti della serata. Ordine, professionalità, precisione, tanta umiltà: niente al caso! Mi riconobbe mentre passavo radendo a testa bassa il perimetro del “golfo mistico”: si avvicinò al bordo del palco, si piegò sulle gambe… “Tutto bene, sicuro! quasi!”

Ed allora, addio Pippo, from Macerata, la città del tuo Amore e del tuo Disamore! Grazie soprattutto per la visibilità che hai voluto dare, forse come ultimo atto d’affetto, allo Sferisterio – che in TV era appena noto fino ad allora soltanto per un concerto di Lucio Dalla giovane.

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