Pina Traini giornalista alla Stampa Vaticana: “Ho seguito tre Papi”

L’intervista

Pina Traini, giornalista professionista ascolana, dal 1997 lavora presso la Sala Stampa Vaticana. Un incarico di prestigio ma anche molto impegnativo. Nonostante la distanza da Ascoli, il legame con la città non si è mai interrotto, anzi, è rimasto molto forte. Pina Traini è anche l’ideatrice e presidente dell’associazione culturale “Il Portico di Padre Brown” che, da anni, sforna in città eventi culturali di grandissimo spessore. Pina Traini ha anche lavorato presso il settimanale “Il Sabato” e il quotidiano” Il Messaggero”, ha collaborato con Massimo Giletti nella storica trasmissione “Mixer” e in alcune trasmissione di Radio Rai.

“Ho iniziato a lavorare nel 1997 nella sala Stampa Vaticana dopo l’avventura giornalistica de “Il Sabato” e dopo aver fatto l’ufficio stampa per “EurHOPE” quando il Papa si recò a Montorso. In quell’occasione il Papa volle conoscere tutto il pool che seguì l’evento, ma è stata una cosa inaspettata, quando  nella Sala stampa della Santa Sede si liberò un posto e fui chiamata per un colloquio. Io, incredula, non pensavo di andare perché non ero poliglotta. Fu apprezzata, però, la mia esperienza giornalistica. Ho lavorato con il portavoce Joaquin Navarro Valls, colui che ha parlato con i grandi della terra  e che ha accompagnato Giovanni Paolo II in tutto il mondo. L’esperienza di un vaticanista non riguarda solo l’aspetto religioso, ma c’è di mezzo la politica estera, la cultura e il sociale. E’ una voce onnicomprensiva di tanti filoni giornalistici. Tutto può essere letto in una visione legata al papato e ai suoi contenuti- spiega Ho seguito tre Papi. Giovanni Paolo II lo definisco il “Papa del gesto”. Mi tornano alla mente tanti gesti, come quello del bigliettino da lui messo al Muro del Pianto o lui che si mette il casco del minatore messicano, ma anche con il naso da clown. Papa Benedetto lo definisco “il Papa della Parola”, un teologo  di straordinaria profondità ed intelligenza. Papa Francesco è il “Papa della prossimità”, della vicinanza assoluta e dell’empatia immediata verso tutte le povertà – prosegue– I bei ricordi  legati a loro sono infiniti, fotogrammi impressi indelebilmente nella memoria. Indimenticabile, nel Giubileo di Tor Vergata nel 2000, Giovanni Paolo II, giovane tra i giovani, muovere le braccia a tempo di musica esclamando “Roma non dimenticherà mai questo chiasso” e “Chi sta con i giovani, resta giovane”. Quando lui compì 80 anni ,fui incaricata da Navarro Valls a scrivere il biglietto di auguri e scrissi: “Auguri Santità, quattro volte 20enne” perché  dei giovani conservava la freschezza, l’entusiasmo e la progettualità. Un altro fotogramma riguarda la sua morte, quando vidi da vicino milioni di persone e i grandi della terra sfilare silenziosamente per onorarne la salma , così come, ad esempio, la delegazione americana formata dai presidenti Bush e Clinton. Tutti portarono amore e ammirazione verso questo Papa. Di Ratzinger ricordo il suo sguardo mite e dolce rapito dalla musica durante un concerto – spiega –  Aveva una grande tenerezza per i gatti, e, in particolare per il suo gatto Chico: questo comunicava il senso e la dolcezza di quest’uomo apparentemente così riservato. Quando partì con l’elicottero dopo le sue dimissioni nel 2013, in noi c’era un senso di smarrimento. Di Papa Francesco conservo ancora l’immagine del suo primo saluto e l’inchino verso il popolo ma anche la preghiera in solitaria durante la pandemia in Piazza San Pietro: in quel momento il mondo pianse insieme a lui affidando la speranza alla sua preghiera”. 

Pina Traini ha avuto grandi intuizioni con la sua associazione “Il Portico di Padre Brown“, portando ad Ascoli eventi culturali di altissimo spessore. “L’associazione è nata 13 anni fa, legata alla figura di Gilbert K. Chesterton, grande scrittore, teologo, saggista e storico, convertito al Cristianesimo, che è ricordato per aver ideato la figura di Padre Brown, un prete detective, appassionato ai misteri perché è appassionato al mistero con la M maiuscola. Abbiamo realizzato molti eventi importanti, ma ne ricordo due in particolare;  la scoperta e la valorizzazione della Sindone di Arquata ma anche le iniziative legate alla Giornata della Memoria, concepita non solo come un ricordo della Shoah, ma anche come un laboratorio di cultura ebraica.  Penso che alla base dell’intolleranza c’è l’ignoranza, la cultura e la conoscenza creano persone tolleranti”.

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