Piccola Pesca, Marchegiani a Capriotti: “Il bue dice cornuto all’asinello”

“L’unica urgenza era di mettere fuori dai box i pescatori senza ulteriori indugi”

L’annunciato sfratto degli operatori della piccola pesca infiamma il dibattito politico. La consigliera di Europa Verde, Annalisa Marchegiani, replica al vice sindaco Antonio Capriotti.

“Capriotti non convince e spiego perché. Nella replica del vicensindaco c’è un passaggio molto interessante, in cui a mio parere, si ‘suicida’ a sua insaputa.
È troppo grande la contraddizione alla base delle sue affermazioni per poter tacere.
Altro che smemorata, qui siamo al bue che dice all’asino cornuto.
Vediamo di mettere in fila le cose. Oggi Capriotti dichiara questo: ‘Mi fa piacere infine che i consiglieri abbiano ribadito che il Comune, per negligenza, ha già perso il finanziamento relativo alla terza fase del progetto, quello cioè relativo alla demolizione, ma sento l’obbligo di precisare che questa fase è scaduta il 30 settembre 2021, prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione’.

Nell’intervista a Vera Tv, la prima, quella di novembre, che tutti abbiamo visto, dice esattamente il contrario, cioè che i vecchi box vanno rilasciati subito perché si rischia altrimenti di perdere il finanziamento. Sarebbe interessante chiedergli, visto che oggi ricorda con precisione assoluta persino il giorno di settembre in cui si è perso il finanziamento, come mai nell’ intervista di novembre ha dichiarato altro, nello specifico nella parte in cui asseriva cioè che gli operatori della piccola pesca dovevano rilasciare i vecchi box entro 15 giorni perché gli stessi andavano demoliti entro il 31 dicembre, pena la perdita del finanziamento di cinquantamila Euro. Delle due l’una: o sapeva che il finanziamento era già andato e ha intimato il rilascio dei vecchi box agli operatori della piccola pesca, giustificando l’urgenza con una menzogna, cioè la perdita del finanziamento se non demolivano entro il 31 dicembre, il che confermerebbe quanto da me dichiarato, cioè che l’unica urgenza era di mettere fuori i pescatori dai box senza ulteriori indugi, oppure l’Amministrazione ha agito in maniera estremamente maldestra, ponendo in essere un’azione pesante e con ripercussioni notevoli per chi si vede messo fuori dal luogo dove esercita la propria attività lavorativa, con un presupposto sbagliato, e torniamo sempre al finanziamento, pensando di poter così evitare la perdita di qualcosa che era già persa esattamente dal 21 settembre, dimostrando di operare senza cognizione di causa e confermando che la commissione, come sostengo io, è stata istituita per parare i colpi derivanti dalla nostra interpellanza, la cui serietà è stata compresa probabilmente solo dopo il mio intervento più circostanziato in Consiglio, non per aiutare gli operatori della piccola pesca, come dichiara Capriotti. Perché altrimenti, da questo consesso di amministratori, certamente competenti, qualcuno avrebbe dovuto capire e/o sapere che era inutile mettere in strada quelle persone per cercare in tutta fretta di non perdere un finanziamento ormai scaduto da mesi. La verità – insiste Marchegiani –  è che la fretta era data dalla necessità di demolire i vecchi manufatti entro i termini di scadenza della proroga della concessione da parte dell’Ente Portuale, questi sì in scadenza”.

Annalisa Marchegiani ne ha anche per l’ex sindaco Piunti e la minoranza. “Certo, ci fa piacere che l’amministrazione Piunti avesse a cuore la pesca, tanto da dedicare ad essa un assessore e due consiglieri. Mi chiedo dove e quando sia finito l’amore. Perché dall’ insediamento della nuova Amministrazione, dunque da quando ho iniziato ad operare come Consigliera, della faccenda ci siamo occupati solo noi di Europa Verde, partecipando a tutte le riunioni e studiando a fondo la documentazione. Nessuno, tra Piunti e i suoi attuali Consiglieri di opposizione, è mai intervenuto. Oggi, che la questione è diventata di rilevanza pubblica, giustamente aggiungo, vista la serietà della vicenda anche in virtù delle conseguenze legali e di responsabilità che si porta dietro, assisto ad un generale risveglio dal torpore, tutti corrono a fare dichiarazioni alla stampa, tutti a puntare il dito su cosa hanno fatto o non fatto
altri, tutti pronti a lustrare le medaglie sul petto. Non vorrei che questa complessa ed annosa vicenda, i cui unici protagonisti sono e restano gli operatori della piccola pesca che ancora purtroppo non conoscono il loro destino, si trasformi, come spesso accade, in un terreno mediatico di confronto politico dove vince chi grida più forte, sottraendo la scena a chi ne ha diritto, i pescatori con le loro attività. Se qualcuno pensa di fare propaganda elettorale sulla pelle di questi lavoratori, se ne assuma le conseguenze”.

Conclude Marchegiani: “Noi di Europa Verde, dal canto nostro, continueremo a lavorare per la soluzione di questa vicenda. Ma ogni volta che alla città ne verrà restituita una visione distorta o utilitaristica, non assisteremo muti”.

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