Pescara-Ancona finisce male, quattro feriti e animi tesi

SERIE C – Il post derby lascia qualche problematica di troppo

di Pietro Terra

Il derby dell’adriatico, oltre ad essersi giocato in campo, ha visto giocarsi la sfida anche sugli spalti, tra le due tifoserie. All’entrata i marchigiani trovano un clima quasi surreale, vista l’assenza dei gruppi organizzati sia in tribuna che in curva dei pescaresi, che come avevano annunciato nei giorni precedenti al match tramite un comunicato, sarebbero entrati a inizio del secondo tempo per protestare simbolicamente contro la propria società. Approfittando dell’assenza dei “nemici”, i tifosi dorici danno spettacolo per tutto il primo tempo, permettendo all’Ancona di giocare sostanzialmente in casa per i primi 45 minuti di gara. Al minuto 28’ proprio del primo tempo però si interrompono bruscamente i cori nel settore ospiti poiché un tifoso dell’Ancona viene colto da un malore. I lanciacori approfittano del silenzio creatosi per richiamare, tramite l’utilizzo dei megafoni, l’attenzione delle autorità sanitarie presenti sul posto, e dell’arbitro, che interrompe momentaneamente il match per permettere le cure necessarie al tifoso dorico. Riprende il match dopo qualche minuto di cooling breack, e l’Ancona passa in vantaggio grazie al gol del suo bomber Spagnoli. Urlo di gioia timido e strozzato però quello proveniente dal settore ospiti, nonostante l’enorme peso del gol appena segnato, ancora in apprensione poiché non erano chiare le condizioni del tifoso colpito dal malore, che stava venendo portato via dai sanitari del 118 proprio in quel momento.
A inizio secondo tempo, come preannunciato, ecco l’entrata dei gruppi organizzati dei tifosi del Delfino biancoazzurro, accompagnati in curva da una presenza di tifosi gemellati delle Lanerosse Vicenza. Con l’entrata dei gruppi organizzati ecco che iniziano gli sfottò, con i tifosi dorici che accolgono amichevolmente con diversi cori l’ingresso allo stadio dei rivali, con altrettanta risposta dei pescaresi. Inoltre non si fa attendere la risposta dei pescaresi allo striscione che la Curva Nord Ancona aveva esposto all’andata in Ancona: “Storicamente Porta D’Oriente e repubblica marinara…dell’adriatico da sempre il paesello è Pescara”. Lo striscione esposto ieri in risposta da parte dei pescaresi: “Ieri porta d’oriente…oggi città che non serve a niente”. Insomma, le due tifoserie non si sono risparmiate sugli spalti. Al minuto 49’, dopo il raddoppio Ancona (firmato ancora Spagnoli) prende il via il delirio dorico, che accompagna la formazione di mister Boscaglia fino al 90’esimo. Non è tutto bene quel che finisce bene però. Al termine della partita, quello che fino a quel momento era stato uno sfottò goliardico, è sfociato in una piccola guerriglia, tra il settore ospiti dorico ed i gruppi organizzati pescaresi presenti nella tribuna limitrofa. Lancio di oggetti, fumogeni, petardi, che ha richiesto l’obbligatorio intervento della Digos e degli agenti antisommossa delle fiamme gialle per placare gli animi delle due tifoserie. Fuori dallo stadio intanto la curva del Pescara, nel tentativo di venire a contatto con i tifosi ospiti, si è scontrata con l’antisommossa, obbligando gli agenti a sparare lacrimogeni per disperdere gli ultras. Nel mentre i tifosi Dorici venivano trattenuti per quasi un’ora all’interno del settore ospiti, per evitare scontri tra le due tifoserie all’esterno dello stadio. Bilancio che conta quattro feriti, due pescaresi, un finanziere, ed un tifoso dorico, contuso nel tentativo di evitare il lancio di un fumogeno da parte dei tifosi di casa. Pullman e pulmini degli anconetani che sono stati scortati dalle forze dell’ordine fino all’imboccatura dell’autostrada, per evitare ulteriori disordini.

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