Perucchini: “Non mi importa parare un rigore se poi perdiamo così”

SERIE C – Le parole dell’estremo difensore dell’Ancona

“Bisogna fare molto di più affrontando le restanti sette giornate in modo diverso sotto gli aspetti della determinazione e dell’attenzione. Dobbiamo essere affamati e toglierci dalla testa tutto ciò che è stato: serve andare al duecento per cento ogni partita se vogliamo raggiungere la salvezza”. Nel mondo dorico la chiarezza sembra appartenere solo a Filippo Perucchini che non ha usato giri di parole nella conferenza stampa post Perugia. Il portiere ha invitato la squadra a guardare in faccia la situazione dopo l’ennesimo passo falso di una stagione molto al di sotto delle aspettative e ad analizzare le problematiche in vista del rush finale, in cui altri errori potrebbero rivelarsi letali. “C’è poco tempo per riflettere. Sono rimaste sette gare, in cui dovremo pensare poco e andare come treni. Bisogna allenarsi a tremila all’ora e scendere in campo la domenica col giusto atteggiamento, senza essere passivi ma andando a cercare l’episodio decisivo”.

A Perugia il baluardo biancorosso ha provato a reggere l’urto ipnotizzando l’ex Vis Pesaro Sylla dagli undici metri, ma la sua prodezza non è bastata per evitare la nuova amara sconfitta. “Non mi importa di parare un rigore se poi perdiamo in questo modo. Mi girano le scatole perché l’obiettivo del gruppo è troppo più grande rispetto a tutto il resto e questo concetto dobbiamo capirlo tutti”. All’Ancona mancano personalità e mordente, peculiarità difficili da reperire. “Certe caratteristiche non si allenano – ha concluso Perucchini – né si possono trovare a parole. Ognuno di noi deve ragionare al proprio interno e farsi un esame di coscienza. Dobbiamo comprendere in fretta ciò che manca a livello singolo per esaltare il collettivo”.

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