Personal best Barontini, da Ancona con furore e la benedizione di Gimbo

Il mezzofondista classe ’99 si ferma in semifinale degli 800 ai Mondiali di Atletica Leggera

Una splendida prestazione, con tanto di personal best con un piccolo retrogusto amaro. Anche ieri Simone Barontini, mezzofondista anconetano classe ’99, ha dimostrato di essere un agonista puro e di esaltarsi nelle competizioni più accese, compresi i Mondiali a Budapest. Negli 800, inserito in una semifinale piena zeppa di talenti ha lottato con tutte le sue forze rimontando dall’ultima posizione e giocandosi tutte le sue chances in un combattutissimo sprint finale. Sbruffa, sgomita, supera avversari, incitato dal suo grande amico Gianmarco Tamberi a bordo pista, sfiora il quarto posto, si deve accontentare del quinto.

Eccellente il riscontro cronometrico, 1’44”34, 16 centesimi meglio del tempo ottenuto a Molfetta, quando si laureò campione italiano, rintuzzando tutti i tentativi dei suoi rivali. Davanti a lui comunque fuoriclasse assoluti, dal kenyano Wanyonyi allo spagnolo Ben, dallo statunitense Rice al francese Meziane. Ci ho creduto veramente tanto ha detto Baro, 24 anni portacolori delle Fiamme Azzurre nel post gara ed aggiungiamo noi, sarebbe stato un mezzo miracolo. Brucia e basta, dovevo esserci io in finale, ed anche questa dichiarazione certifica la grinta e la determinazione feroce di un ragazzo di cui sentiremo ancora parlare, ed ai massimi livelli, con la benedizione di Gimbo ovviamente.

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