Per Piero Ciarapica maestro e giornalista una targa toponomastica da ‘correggere’

Da dx: (in piedi) Pietro Baldoni, Luigi Avi, Piero Ciarapica, Fulvio Fulvi, Giuseppe Pioli, Guido Garufi. (seduti) Giancarlo Pantanetti e Maurizio Verdenelli

TOLENTINO – Oltre a formare giovani generazioni, (in)formò la città nel corso di un’esperienza editoriale che fu poi modello per la stampa marchigiana. Intorno a lui una squadra eccezionale

di Maurizio Verdenelli

Non capita tutti i giorni che ad un giornalista la propria città dedichi a 14 anni dalla morte, una piazza. La bella (e rara) notizia viene da Tolentino dove in questa maniera è stato ricordato nei giorni scorsi Piero Ciarapica. Un collega, dipendente contrattualizzato da un grande quotidiano nazionale, che è stato pure un appassionato uomo di scuola: un maestro elementare.

 

Piero assolveva quotidianamente così ad un pari, doppio compito pubblico. Nelle ore di scuola formava le giovani generazioni tolentinati, il pomeriggio preferibilmente, (in)formava correttamente il resto della popolazione che vedeva in lui un sicuro riferimento.
Non a caso in molti dei 30 anni durante i quali tenne saldamente la corrispondenza de ‘Il Messaggero‘ (talvolta affiancato dalla bravissima Maura Gallenzi) il giornale romano aveva inaugurato un’esperienza che sarebbe stata fatta propria da tutta la concorrenza: le testatine dei centri più importantii di ciascuna provincia delle Marche, una regione molto cara al direttore urbinate Vittorio Emiliani.

Redazione del Messaggero con l’indimenticabile Piero Ciarapica. Riconoscibili Giancarlo Pantanetti, Giuseppe Pioli, Luigi Avi, Domenico Bartolini, Dario Gattafoni, Ermanno Calzolaio, Elisabetta Mascellani e l’attuale vicedirettrice Mediaset, Emanuela Fiorentino. (Foto di Pietro Baldoni)

Rapidamente Piero ribaltò ogni preesistente situazione diffusionale: veni, vidi, vici. Scoprì e lanciò un disegnatore come Arsenico, al secolo il vigile urbano Arsenio Teloni. Una coppia formidabile. Insieme (chi scrive ha avuto la fortuna d’essere stato il suo caposervizio) diedero vita ad una stagione irripetibile della cronaca cittadina. Il segno (ironico, graffiante, tenero, sempre puntuale) e la scrittura. Ed una rubrica cult: il Puntaspilli. Il nome glielo avevo suggerito: era quello della mia rubrica ai tempi della mia militanza abruzzese. E quel sigillo, che più volte aveva tormentato i padrini teatini, lo consegnavo a Piero. Che l’impugnò come una spada.
Con Arsenico iniziò pure l’era dei libri, la nuova frontiera aperta con il contributo di un intellettuale, da lui amatissimo, della caratura del prof. Enzo Calcaterra e l’eleganza grafica di Andrea Raggi.
Su qualsiasi campo si muovesse a cominciare da quello della ‘Vittoria’ dei suoi dilettissimi calciatori del Tolentino (fu lui a parlarmi di un eccezionale allenatore: l’allora sconosciuto Fabrizio Castori e passarmi la figurina dell’arcigno difensore cremisi Romano Carancini) Piero lo faceva da protagonista. E a scuola divenne presto supporto prezioso in direzione.

Tuttavia fare come ha fatto la pur elogiabile amministrazione comunale dell’ottimo sindaco Pezzanesi, affiggendo una targa dove di Piero si contempla soltanto il suo ruolo di maestro elementare, ci pare un’operazione a metà. Quella intitolazione va doverosamente completata con le seguenti diciture: giornalista e scrittore.
A sostenere questa ‘integrazione’ si è impegnato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, prof. Franco Elisei.

E chi scrive. Che nei giorni tra alcune centinaia di libri della propria biblioteca maceratese, ha casualmente tirato fuori una bella pubblicazione in bianco e nero. Titolo: ‘In fondo al viale’, autore: Piero Ciarapica. Nella dedica (anno 2003) un invito: “A Maurizio Verdenelli perchè voglia accompagnarmi in questa ultima passeggiata, indossando però gli abiti più adatti”. Ci puoi contare, Piero. Come sempre.

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