Pennacchietti tuona contro la Civitanovese: “In 30 anni di calcio mai visto una cosa simile”

L’ex tecnico rossoblu torna sulle dimissioni dopo il pari di Treia: “La società deve crescere, deve esserci rispetto per i ruoli. Lascio con la morte nel cuore”

di Enrico Costantini

Giornata primaverile quella che ha accompagnato la Civitanovese durante la solita seduta di allenamento del giovedì. Davide De Filippis tornato lunedì in riva all’adriatico sicuramente apporterà dei cambiamenti rispetto ai suoi predecessori e la partita di domenica contro il Chiesanuova dovrà essere la svolta per cercare di rosicchiare punti alle avversarie, considerando che i rossoblu hanno perso troppe occasioni. È stata una settimana difficile dopo le dimissioni di Pennacchietti, il quale oggi ha voluto dire la sua in merito alla sua decisione. “Sono venuto a Civitanova – ha iniziato – pieno di entusiasmo perché quella maglia l’ho indossata e so quanto è importante portarla sulle spalle. Ho da subito stabilito un buon rapporto con la squadra, anche perché le cose che dovevamo dirci ce le dicevamo in faccia. Da giocatore ho apprezzato la passione dei tifosi e quando giocavo vedere la domenica lo stadio pieno è stato un grande privilegio. Cosi quando sono stato chiamato ad allenarla, non ci ho pensato due volte e ho accettato immediatamente pur sapendo delle difficoltà che c’erano. Volevo – ha proseguito – riportare tutta quella gente al Polisportivo perché vederlo sempre vuoto mi faceva male al cuore. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo, tutti volevamo dare un senso concreto alla stagione. Ci tengo a fare sapere che con i giocatori non ho avuto problemi e tutti erano sintonizzati sulla mia lunghezza d’onda perciò se me ne sono andato non è perché sono pazzo. Il mio gesto doveva servire per scuotere tutto l’ambiente, invece qualcuno non ha capito e per questo sono rammaricato. Non nego che sono successe cose strane che in 30 anni che pratico questo sport non ho mai vissuto. Non si possono – ora è un fiume in piena – stravolgere i ruoli, perché in ogni cosa ci vuole rispetto e per questo sono molto amareggiato e deluso. Non mi va di entrare nei particolari, però chi di dovere deve capire e allo stesso tempo crescere per il bene della Civitanovese. Per ridarle credibilità occorre impegno e sacrificio da parte di tutti, chi va in campo deve fare la sua parte, così come chi sta dietro alla scrivania. In queste poche settimane di permanenza ho avuto modo di apprezzare la bontà della rosa che ho allenato e credo che da qui alla fine farà benissimo e non avrà problemi ad arrivare ai play off, però se quelle davanti continueranno a perdere punti nulla è precluso. Auguro – ha concluso – alla squadra e alla società le migliori fortune, concludo la mia avventura in rossoblu con la morte nel cuore, però è un gesto che dovevo fare per il bene della Civitanovese, per rispetto dei tifosi che mi hanno sempre incoraggiato sia quando giocavo e ora quando sono stato chiamato ad allenarla. Non porto rancore a nessuno, peccato sia finita così”.

Alessandro Molinari
Author: Alessandro Molinari

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