Pd, sentenza a sorpresa: la segretaria Palestini resta in sella al partito

Solo quattro su sette hanno partecipato alla riunione della commissione di garanzia in cui è stato emesso il pronunciamento sulle elezioni per il rinnovo della segreteria del Partito Democratico

“La sentenza è arrivata, è arrivata dopo che ha avuto ampio risalto sulla stampa ma è arrivata. È arrivata ed è stata subito condivisa con la segreteria del partito. Dice la sentenza che il verbale riguardante l’elezione del Segretario era preciso e minuzioso a differenza delle accuse generiche e senza prove documentali, che il quorum c’era, che i voti erano validi, dunque che Diana Palestini è la Segretaria Comunale di San Benedetto del Tronto”. E’ quanto afferma Claudio Benigni, vice segretario dell’Unione comunale dei democratici.

“Sulla questione secondaria dell’organizzazione interna (Direttivo e Vicesegretario) sarà presentato ricorso – ancora Benigni – ma non ci sono dubbi sulla legittimità del Partito di San Benedetto, che ha operato bene sia sotto il profilo politico che procedurale.

Questa cosa del vicesegretario poi, fa davvero sorridere: è presente in quasi tutti i Circoli e da sempre, ergo dovrebbero dimettersi la vice segretaria di Ascoli Roberta Fabiani o Marica Cataldi Vicesegretaria di Ameli nella Federazione Provinciale? Per quanto mi riguarda non ho bisogno di ruoli, mi hanno chiesto di dare una mano ed ho dato disponibilità.

Ma quel che mi ha più stupito di questa sentenza non è di certo la disamina di eventuali anomalie tecniche, ma un passaggio in cui si tenta con giudizi squisitamente politici di sottrarre agli iscritti il diritto di scegliersi i propri rappresentanti. Davvero una brutta pagina di politica, e contro questa ci batteremo in tutte le sedi perché per noi la politica è impegno e passione.

Dalla lettura del verbale emerge l’immagine di una Commissione dal clima poco sereno se è vero come è vero che hanno preso parte al voto solo 4 dei 7 componenti, e che tra gli assenti c’era pure il Presidente. E non posso altresì nemmeno non domandarmi come mai la sentenza che non era stata ancora notificata agli interessati e che dunque era in mano ai soli Commissari, sia arrivata ad un giornale cartaceo tra i più letti, e pubblicata nel giorno delle elezioni. A me è parso un infruttuoso tentativo di danneggiare il risultato elettorale nella nostra città.

Credo che siano state inoltre travisate le dichiarazioni del nostro Segretario Provinciale Francesco Ameli, in quanto lo stesso sa benissimo che finché non verranno esperiti i diversi gradi di giudizio, la sentenza non ha nessuna efficacia immediata e che comunque la Segreteria è legittimamente eletta e operativa.

Una segreteria quella di San Benedetto che come è stato giustamente ricordato dalla segretaria Diana Palestini, sta lavorando benissimo e da tempo, non ultimi i tanti complimenti ricevuti per la campagna elettorale messa in campo, di certo tra le migliori di tutto il territorio provinciale.

Ora però, dopo i rallegramenti per l’elezione di Augusto Curti al quale faccio i migliori auguri di buon lavoro, arriva il momento per questo partito di fare una seria analisi del voto, per capire se c’è volontà di cambiare strada e di mettersi dalla parte giusta tornando a rappresentare i lavoratori, gli ultimi, i più deboli. Spero per quanto mi riguarda – conclude il vice segretario del Pd di San Benedetto – che sia la volta buona per ripartire da zero, e perché no, con una nuova cosa di sinistra”.

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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