Pasqualini: “Pronto a continuare, Porto D’Ascoli famiglia vera in situazioni surreali”

L’ex terzino degli orange parla dopo il saluto al club

Dopo quattro anni di Porto D’Ascoli, Lorenzo Pasqualini dice addio al club. I noti mutamenti societari in casa biancazzurra hanno portato parecchi giocatori ad uscire dalla squadra. Uno di questi è appunto l’esperto terzino, con cui abbiamo parlato del suo poker di stagioni. “Ho fatto quattro anni alla fine a Porto D’Ascoli. Tumultuoso quello del Covid, indimenticabile dal mini torneo in poi. In due anni di Serie D possiamo dire che abbiamo sfiorato il professionismo, restando spesso dentro ai playoff. Il bilancio non può che essere positivissimo soprattutto per il concetto di famiglia e di squadra che si è creato. Mi preme molto ribadirlo, è stata quella la nostra forza, così come il rapporto squadra-mister”.

Già, un Ciampelli che nel corso degli anni ha cambiato diversi interpreti della retroguardia difensiva, non però l’ex Ascoli e Jesi. “Figlioccio? Diciamo che il mister lo conoscevo perché mi aveva già allenato. Appena la società ha fatto il suo nome sono stato super positivo e alla fine c’ho visto giusto. Con lui ho sempre giocato e il rapporto va oltre il calcio. Ma non solo con lui: tutto il gruppo storico del Porto D’Ascoli è speciale. Sembra una fase fatta ma credetemi, sono anni che gioco e raramente ho visto qualcosa del genere in termini di spogliatoio unito“.

In questi anni ne sono successe di ogni. Dal mini torneo causa covid alle note vicende di cronaca del mister, passando per i vari scossoni nell’altra parte della città, quella della Sambenedettese. Di solito si parla sempre di chi vive il tumulto, ma l’esperienza di Pasqualini può sicuramente far luce anche come si vive dall’altra parte. “Sul derby che si doveva non giocare ripeterò una sola parola: surreale. In tutto l’anno abbiamo cercato di isolarci, in Serie D se ti distrai un attimo e sbagli tre o quattro partite ti trovi in fondo. Quella settimana è stata paradossale, si leggeva sui giornali il nostro presidente che voleva comprare la Sambenedettese e noi che dovevamo andarci contro. Lavorare senza prendere un euro è difficile, non metto bocca sulla questione. Come poteva entrarci l’isoletta felice del Porto D’Ascoli in tutto questo? Direi che non ci siamo annoiati e ripeto la parola surreale”.

Capitolo futuro. Pasqualini tutto vuole tranne che smettere. “Almeno altri 10 anni devo giocare (ride, ndr). Ho finito con la laurea magistrale e iniziato qualche progetto. Mi vedo bene nel mondo scolastico. Finché ho la possibilità però voglio giocare e quella è la priorità. Posso dare ancora molto al calcio, lo dico in maniera cosciente, anche perché fisicamente negli ultimi anni ho giocato sempre. Quest’anno solo due saltate, una per influenza e l’altra per squalifica, mentre nella stagione precedente le ho fatte tutte”. Insomma, c’è un terzino che non ha voglia di fermarsi.

Matteo Rossi
Author: Matteo Rossi

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