“Partiti con tre sconfitte: nostro campionato già vinto, ma adesso che ci siamo…”

Bonvecchi e Mobili, patron e mister del Chiesanuova

ECCELLENZA – Mister Mobili e il presidente Bonvecchi del Chiesanuova ospiti a Le Marche nel Pallone. La vetta dista due punti a due turni dal termine

Con la vittoria di domenica pomeriggio sul neutro di Villa San Filippo contro l’Osimana, il Chiesanuova, vista la contemporanea sconfitta del Montefano contro la Civitanovese, oltre ad agganciare la seconda piazza occupata proprio dai viola, si è portato a meno due lunghezze dalla vetta, alimentando così in questo rush finale le speranze di arrivare al primo posto, con i biancorossi che, oltre a vincere le due partite restanti tutt’altro che agevoli contro Urbino in casa e K-Sport Montecchio Gallo in trasferta, dovrà sperare in qualche passo falso della truppa di Alfonsi. Ospite negli studi di Tvrs nella seconda parte della trasmissione “Le Marche Nel Pallone”, il presidente Luciano Bonvecchi, accompagnato dall’allenatore Roberto Mobili, ha riposto così sulle possibilità di vincere il campionato.

“Se facciamo riferimento al punto di partenza a inizio stagione, noi il campionato lo abbiamo già vinto. Noi viviamo in un mondo a parte. Siamo in zona playoff e facendo gli scongiuri del caso, i playoff credo siano quasi sicuri. Noi non abbiamo nulla da perdere in queste ultime due partite. Non siamo padroni del nostro destino. Facciamo la nostra parte e poi vedremo quello che faranno gli altri”. Un campionato molto dispendioso, sia a livello organizzato che economico, quello di quarta serie. Ma in caso di un’eventuale approdo in Serie D, il Chiesanuova sarebbe pronto? Questa la risposta di Bonvecchi: ” È un pensiero che non abbiamo messo mai un preventivo, perché l’obiettivo principale era raggiungere la salvezza quanto prima. La Serie D è un palcoscenico per Chiesanuova ultra impegnativo soprattutto dal punto di vista organizzativo prima che economico, perché li vedi subito se ci puoi stare o no. L’unico vantaggio, se dovessimo raggiungere la categoria superiore, se non è quest’anno ma nei prossimi, è che quest’anno abbiamo fatto un salto di qualità dal punto di vista organizzativo. Abbiamo iniziato a costruire una struttura organizzativa importante e questo è frutto dell’ottimo lavoro di tutti. Poi se avviene un cataclisma, perché arrivare in Serie D non credo che succederà, ma se succede valuteremo”.

Alle parole del patron biancorosso seguono quelle dell’allenatore Roberto Mobili che rimane con i piedi ben saldi a terra, focalizzando lo sguardo sul prossimo impegno: ” Il pensiero va alla gara con l’Urbino perché non possiamo pensare ad altre squadre. Sarà una partita dura contro un buonissima squadra e quindi dovremo prepararci al meglio. Non possiamo fare ragionamenti oltre e pensare alla Civitanovese o al Montefano perché non possiamo incidere sulle loro partite, ma cercheremo di incidere sulla nostra”. Passando al campo, il tecnico analizza così lo splendido cammino delle sua squadra: ” All’inizio del campionato ho visto che c’era un bel gruppo e questo è merito di chi mi ha preceduto e della società che ha lavorato bene in questo senso. Le prime quattro partite abbiamo fatto tre sconfitte, una vittoria, anche se la prestazione c’è sempre stata. Dovevamo essere più cinici sotto porta. La squadra però giocava ed era affiatata e anche i nuovi si erano inseriti bene, quindi ci ha portato a pensare che potessimo fare bene, ma dire che potevamo arrivare a questo punto sarebbe da presuntuosi. Adesso però siamo lì, ce la giochiamo e cercheremo di fare due vittorie. Abbiamo lavorato bene quotidianamente perché quando vedi i ragazzi che hanno piacere a stare insieme e ad allenarsi è tutto meno faticoso. Merito anche delle società che ci ha messo nelle condizioni di lavorare al meglio nonostante i problemi con il campo ci siamo allenati sempre sul nostro. Poi io ho un grandissimo staff che ha remato tutto dalla stessa parte e le ultime partite hanno dimostrato che quelli che entrano o che hanno giocato meno erano pronti per dare il loro contributo. Quando l’obiettivo è uno solo, ossia la squadra e il Chiesanuova, si fa meno fatica a fare bene”.

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