Parcaroli festeggia a S. Maria in Selva i suoi primi tre anni da sindaco

Alla 47° Sagra della Polenta. Successo pieno della edizione post Covid. Sabato anche il governatore Francesco Acquaroli.

E’ un Parcaroli in gran forma. Magari soltanto un po’ infastidito perché distratto dalla festa (cui è intervenuto con la moglie) ieri sera a S. Maria in Selva per i suoi primi tre anni da sindaco. “Confermo! Nessun problema in giunta. Solo una bolla di sapone. Tanto rumore per nulla. Il parcheggio a rampa Zara si fa. Il progetto? Bisogna farsene una ragione se i soldi sono quelli e basta“. Ed è l’unico accenno all’assessore Silvano Iommi che ha messo in frigidaire le dimissioni. Invece fumanti, caldissime dalle cucine Lube ribollenti di fatica, arrivano i piatti di polenta. Un inno alla mediazione: bianca e/o rossa nessuna differenza. Condivisione perfetta per la gioia dell’anfitrione Tonino Pettinari di cui Parcaroli è successore al ‘soglio’ della Provincia.

E’ una serata, l’ultima della Sagra n. 47 di Santa Maria in Selva dove tutto, pronubo spirituale il compianto parroco/demiurgo don Giuseppe Branchesi, è andato alla grande. Nonostante l’avverso meteo dell’ultimo weekend. A fianco del sindaco e della moglie ci sono l‘assessora Oriana Piccioni in giacca fucsia, la prof. Paola Ballesi (presente con il marito avv. prof. Ubaldo Perfetti) e, udite udite la presidentessa CRI, Rosaria Del Balzo Ruiti da qualcuno ipotizzata ai nastri di partenza per la grand boucle che designerà fra un biennio il nuovo sindaco.

Alla tavolata Grandi Firme (politica ed economia) Lino Rossi da Sefro e ad un certo punto, il Signor Lube: Luciano Sileoni. Forte abbraccio con il ‘Signor Medstore’, Parcaroli medesimo. E pure, questo inedito, con Pettinari. Tra Luciano e Sandro, due che hanno scritto la storia recente della grande imprenditoria maceratese, un parlare fitto fitto davanti al fatidico piatto di polenta. “E’ stato bello incontrarsi: siamo molto amici” – dirà poi il sindaco di Macerata. 

Un sipario finale Grandi Firme per una sagra popolarissima ed ora rinnovata nel Comitato presieduto ad honorem dal parroco don Igino Tartabini sulle orme del predecessore don Giuseppe Branchesi, tra le prime vittime del Covid. In campo uomini e donne impegnati 24 h per tutto settembre. “Nessuna di noi pensa più alla propria casa” – confessa a nome di tutte, una vergara. Poi tanti giovanissimi: dalla grande pesca di beneficenza al servizio ai tavoli. 

Dell’importanza dell’appuntamento treiese è testimonianza pure la presenza, sabato, del governatore Francesco Acquaroli. “Un prodotto straordinario, una comunità, quella di S.Maria in Selva,  modello virtuoso dove  volontariato e l’amore per la propria terra si fondono  in un unico sforzo” – ha dichiarato il presidente delle Marche. Su tutti la ‘benedizione speciale’ di don Igino. Domenica anch’egli alla Super Tavolata con un po’ di ritardo perché parroco a mezzadria (con quota maggioritaria) a  Chiesanuova di Treia. Anche se, don Igino, ben sostituito a S. Maria in Selva – ha servito pure ai tavoli-  da don Giovanni, giovane sacerdote from Pechino via seminario Redemptoris Mater, benedetto 30 anni or sono da San Giovanni Paolo II.

La Tavolata con il sindaco Parcaroli ed altri illustri ospiti
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