Panchine letterarie oscurate, l’arch. Paolini: “Non siamo fascisti, presto una dedica a Camiscioni”

Rinviata l’inaugurazione del progetto dedicato a Norma Cossetto e all’Amerigo Vespucci

In piazza Matteotti a San Benedetto del Tronto sono state collocate due panchine, ma sono coperte dai teli. Si tratta di un’idea di salotto letterario all’aperto. Sulle sedute sono sati dipinti la nave scuola Amerigo Vespucci e il ritratto della martire delle foibe Norma Cossetto. L’inaugurazione è stata congelata in quanto artefice della proposta è l’assessore al Decoro urbano Gian Luigi Pepa. E in questo periodo elettorale occorre astenersi dallo svolgere attività che esulino dall’ordinaria amministrazione. L’iniziativa dell’esponente della giunta Piunti è finita sotto tiro della minoranza e di altri candidati. L’assessore Pepa per la progettazione si è affidato all’arch. Daniele Paolini, che intende fare chiarezza sulla vicenda.

“L’idea di salotto letterario e delle panchine a forma di libro aperto, fu da me proposta quattro anni fa – afferma Paolini – per riqualificare piazza Ancona. Il progetto riscosse un grande successo ma poi fu da prima apprezzato e successivamente ignorato proprio dall’amministrazione Piunti.  Credo sia utile ricordare che tale idea mi venne a seguito di viaggio a Londra dove per la prima volta vidi questi simpatici manufatti sia pure realizzati in maniera diversa dai nostri. Pensai di importare l’idea anche nella nostra San Benedetto proponendo il loro utilizzo per la riqualificazione di piazza Ancona. Ne elaborai un progetto migliorandone la seduta e adeguandolo ai nostri gusti e poi richiesi preventivi a ditte italiane di settore. La mia iniziativa riscosse un grande successo corroborato da una raccolta di ben 500 firme a sostegno ma poi non se ne fece nulla e tutto finì in un cassetto del nostro comune. Solo qualche tempo dopo queste panchine sono comparse in molte città d’Italia riscuotendo dappertutto un successo notevole. Non ho mai disperato che ciò potesse essere riproposto anche nella nostra città e oggi grazie ad uno sponsor privato, alla sensibilità dell’assessore Pepa che è anche il pittore della panchina dedicata all’Amerigo Vespucci, e all’associazione culturale Nell’Arte a cui aderiscono numerosi artisti locali, siamo riusciti a realizzarne due che per dodici giorni saranno esposte in piazza Matteotti. Il fine non è di tipo elettorale, come gridato da alcuni, ma semplicemente quello di proporre alla città una nuova forma di arredo urbano.  Si tratta solo dell’esposizione di un prototipo di salotto letterario realizzato   intorno al bellissimo monumento di Paolo Annibali, L’Albero della Vita”.

Ancora Paolini: “Purtroppo oggi prendo atto che, a qualche giorno dalla loro collocazione, per altro ancora coperte volutamente con teli di stoffa, si sia sviluppato un deprecabile conflitto politico sulla loro inopportunità. Non sono un candidato e non voglio entrare nel merito di un’azione più o meno compatibile in periodo elettorale, visto che non si tratta affatto di inaugurare un bel nulla, né di promuovere alcun candidato, ma solo di far vedere alla città ciò che altrove esiste da un pezzo. Tali panchine stanno riscontrando uno straordinario successo, con cittadini che esprimono giudizi più che entusiastici e scattano selfie, nonostante esse non siano né fruibili né visibili e in moltissimi ci chiedono di scoprirle al più presto. Questo conferma che la strada del bello e dell’arte sia l’unica via da seguire per far risorgere la città.

Le accuse di taluni sulla presunta esposizione di simboli fascisti risultano offensive, strumentali, illogiche e qualcuna addirittura antistorica, oltre che assolutamente inopportune. Noi siamo contro ogni forma di violenza anche verbale e contro ogni forma di fascismo e razzismo. Altresì informo coloro che contestano lo sviluppo di un tema come quello della celebre nave scuola Amerigo Vespucci, ravvisandovi presunti simboli fascisti, che essa è universalmente riconosciuta come la più bella nave del mondo e che moltissimi sono stati i nostri concittadini ad esservi stati imbarcati e ne ricordano il motto con grande nostalgia marinara e ritengono altamente offensive e strumentali le accuse di fascismo. Ribadisco che queste panchine non sono state realizzate con i soldi pubblici.

Agli altri che criticano la panchina dedicata a Norma Cossetto consiglio la lettura di ‘Foibe rosse’ ove si parla di una giovane incolpata di essere stata un’italiana vissuta in periodo fascista, figlia di un podestà, in terra italiana invasa e barbaramente depredata.  Era una studentessa universitaria istriana di soli 23 anni, violentata e gettata ancora viva in una foiba dai partigiani di Tito.

A fianco alla panchina dedicata a Norma avevamo in progetto di posizionare un’altra panchina letteraria dedicata ad Anna Frank e al suo celebre Diario ancorché avessimo fatto in tempo e sempre con finanziamenti privati. Visto l’esito favorevole del nostro esperimento proporremo ulteriori elementi di arredo, dedicati ad altre personalità – conclude Paolini – come la poetessa locale Bice Piacentini e la vera storia del rugbista sambenedettese Pierluigi Camiscioni, icona indiscussa del rugby nazionale”.

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