Ore di apprensione per il 27enne di Camerino precipitato in un crepaccio sul Gran Paradiso

Poche le speranze di ritrovare ancora in vita Daniele Catorci

Lo ha tradito proprio quella montagna che amava tanto. E ora le speranze di poterlo ritrovare sano e salvo sono davvero ridotte al lumicino.

Sono ore di grande apprensione quelle che stanno vivendo la famiglia e gli amici di Daniele Catorci, il 27enne di Camerino che ieri mattina all’alba è precipitato in un crepaccio a 3400 metri di quota sul Gran Paradiso.

Catorci,scalatore e istruttore, nella notte fra venerdì e sabato, è partito insieme a un amico (un 28enne, anche lui di Camerino) dal rifugio Federico Chabod per raggiungere la cima del Gran Paradiso. Arrivati a 3400 metri di quota, i due si sarebbero fermati per sistemare l’attrezzatura e iniziare la scalata, ma sotto Catorci si è aperta una improvvisa voragine. L’amico ha provato a bloccare la corda per evitare che il compagno precipitasse ma non c’è stato niente da fare. Catorci è precipitato nel crepaccio, il compagno ha riportato lesioni a una mano provocate dalla sfregatura della corda. Considerata la profondità, le ore trascorse, la temperatura e la neve crollata su di lui, non sarebbero molte le speranze di ritrovarlo sano e salvo.

Figlio di due noti professori dell’Università di Camerino, Daniele Catorci si è laureato in Chimica e da qualche tempo viveva a Trento dove stava seguendo un dottorato di ricerca. Le ricerche del giovane, tempo permettendo, riprenderanno questa mattina.

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