“Se era infermo di mente perchè aveva la pistola?”
“Mia sorella Marina era terrorizzata da quell’uomo, diceva che era invasato. Che parlava solo di complotti, di vaccini, diceva che bisognava spegnare i cellulari perché se no ci spiavano… E lei aveva paura che un giorno potesse fare del male a lei o a sua figlia”. Sono le parole di Milena Luzi, sorella di Marina, uccisa con un colpo di pistola da Andrea Marchionni, fratello del compagno, nelle campagne di Fossombrone (LEGGI QUI).
Nell’intervista sulle pagine de Il Resto del Carlino, Milena racconta dei retroscena da brividi: “A un certo punto le avevo anche detto di venire ad abitare qui da noi, perché la situazione con quell’uomo era pesante. Ma non è voluta venire. Credo che mia sorella avesse parlato anche con la madre di Andrea”. Marina aveva provato ad avvertire i parenti che lo stato di salute mentale del 47enne con l’hobby della pittura era davvero preoccupante e che andava curato. Ma sembra che nulla sia stato fatto.

Lo descrivono come uno che spiava, dalle tende. “Ma non credo a chi dice che lui avesse litigato con Marina qualche giorno fa. Voglio tutelare la memoria di mia sorella – dice Milena – per questo ci siamo rivolti a un avvocato. Se lui era infermo di mente, perché aveva la pistola? E poi ci sono tanti che hanno fissazioni come le sue, ma non per questo sono infermi di mente”.
“Il sogno di mia sorella – aggiunge Milena – era solo la famiglia. Di sposarsi, tra un po’, e di crescere la sua bambina. Con Enrico, li vedevi, erano innamorati come il primo giorno. Stavano insieme da 4 anni, lei era andata ad abitare lì durante il Covid, non aveva più voglia di aver problemi per spostarsi e andare da lui”.
Oggi (27 luglio) verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Marina che consentirà di poter restituire la salma alla famiglia tanto che il funerale potrebbe essere fissato già il giorno dopo nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice per cui il Comune di Fossombrone ha già decretato il lutto cittadino.
Ancora ignoto è il movente dell’omicidio, su cui continuano le indagini del sostituto procuratore di Urbino Simonetta Catani con i Carabinieri del reparto operativo al comando di Giuseppe Beltempo, la compagnia di Fano e la stazione di Fossombrone. In attesa dell’udienza di convalida davanti al gip del 47enne Marchionni, dall’altro giorno in carcere a Villa Fastiggi per omicidio volontario, e che dovrebbe svolgersi nelle prossime ore. L’uomo, dopo essersi presentato dai Carabinieri ed aver confessato di aver ucciso la cognata, si è chiuso nel silenzio.
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