Omicidio di Rosina, procuratore: “Prove sufficienti per processo”

Impugnato provvedimento del Gip per i domiciliari al marito della vittima

Il procuratore della Repubblica di Macerata, Giovanni Giorgio, attende gli esiti definitivi delle consulenze medico-legale e informatica per l’omicidio di Rosina Carsetti, uccisa in casa a Montecassiano la sera della vigilia di Natale, per cui sono stati arrestati la figlia Arianna Orazi e il figlio di lei Enea Simonetti, di 20 anni (leggi). Ma ritiene che “il materiale probatorio raccolto a fondamento della tesi accusatoria possa giustificare adeguatamente la celebrazione del dibattimento, a prescindere da eventuali confessioni o da ammissioni di responsabilità, che, al più, rientrano nelle autonome scelte difensive”.

 

L’intendimento della Procura, spiega, “è quello di investire della vicenda quanto prima i competenti giudici della Corte di Assise affinché i medesimi, con sentenza, possano affermare quella che dovrà essere la verità che conta, ossia quella giudiziaria su quanto accaduto”. Tra gli elementi raccolti, le intercettazioni delle conversazioni tra madre e figlio che avevano raccontato ai carabinieri che la morte di Rosina era avvenuta durante una rapina in casa.

E’ indagato a piede libero Enrico Orazi, 79 anni, marito di Rosina e padre di Arianna. Per lui il procuratore Giorgio precisa che “è stata proposta impugnazione dinanzi al Tribunale per il Riesame di Ancona in relazione al rigetto della richiesta di adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari, a suo tempo avanzata. Il giudice per le indagini preliminari ha adottato il suo motivato provvedimento di rigetto, sulla base di un orientamento giurisprudenziale, rispetto a cui ve n’è uno contrario, al quale ho fatto riferimento nell’atto di appello. Sarà quindi il Tribunale per il riesame di Ancona a decidere in proposito”.

(Ansa)

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