Omicidio a Fano, chiesto il carcere per Angelo Sfuggiti

L’autopsia ha confermato la morte avvenuta per soffocamento con un pezzo di stoffa

Potrebbe aprirsi il cancello del carcere di Villa Fastiggi a Pesaro, per Angelo Sfuggiti, il 70enne che ha ucciso la moglie lunedì sera a Fano nel quartiere del Poderino colto da un raptus di follia al culmine della sua esasperazione, per la condizione familiare che stava vivendo con la moglie affetta da tempo da pesanti disturbi psichici. Il giudice si è riservato di prendere una decisione sulla misura cautelare da adottare, attesa ad ore dopo l’udienza di convalida alla quale Sfuggiti non ha presenziato, era presente solo il suo legale rappresentante, l’avvocato Paolo di Loreto, dato che lo stesso si trova ancora in ospedale piantonato dalla Polizia per via dei postumi da intossicazione per aver ingerito sonniferi dopo aver compiuto l’uxoricidio. Il PM ha chiesto la misura del trasferimento in carcere per Sfuggiti.

Nei prossimi giorni quando l’uomo sarà in grado di presenziare si terrà anche l’interrogatorio di garanzia nel quale l’ex pizzaiolo fornirà la sua versione dei fatti o si avvarrà della facoltà di non rispondere. L’autopsia da quanto si apprende dalla stampa avrebbe chiarito almeno la dinamica dello strangolamento operato dal 70enne per sopprimere la consorte. La morte è avvenuta per soffocamento procurato con pezzo di stoffa, presumibilmente da dietro, cogliendo di sorpresa quindi la donna, in un luogo diverso dalla camera da letto dove poi è stata ritrovata coperta da un asciugamano dallo stesso Sfuggiti, con un gesto di pietà verso la compagna di una vita nonostante l’efferato gesto. Dopodiché si sarebbe steso sul letto e avrebbe ingerito i barbiturici aspettando la fine. Aveva già tentato di togliersi la vita Angelo, alcuni mesi fa proprio per gli stessi motivi.

Una tragedia annunciata questa dicono molti in città in questi giorni soprattutto chi era piu vicino alla coppia. A trovarlo disteso a letto privo di conoscenza il figlio dopo le 20,30 quando è entrato in casa perché non riusciva a contattare i genitori, che ha dato immediatamente l’allarme.

Lino Balestra
Author: Lino Balestra

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