Omicidi in Rsa: ex infermiere condannato all’ergastolo

Nell'immagine la RSA di Offida dove sono avvenuti gli omicidi ad opera di Leopoldo Wick

Pena confermata per Leopoldo Wick dopo il lungo iter giudiziario che ha ribaltato le precedenti assoluzioni

La Corte d’Assise d’Appello di Perugia ha inflitto la pena dell’ergastolo a Leopoldo Wick, 62 anni, ex infermiere della Rsa di Offida, accusato dalla Procura di Ascoli di otto omicidi volontari e quattro tentati omicidinei confronti di pazienti anziani della struttura, tra gennaio 2017 e febbraio 2019, attraverso somministrazioni inappropriate di farmaci.

La decisione accoglie integralmente la richiesta della Procura generale, che aveva sollecitato il massimo della pena per l’imputato.

Il procedimento davanti alla Corte di Perugia è stato disposto dalla Corte di Cassazione, che nell’ottobre 2024 aveva annullato la precedente assoluzione emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Ancona, la quale, a sua volta, aveva ribaltato la condanna all’ergastolo pronunciata in primo grado dalla Corte d’Assise di Macerata.

I giudici perugini hanno confermato la linea del primo giudizio, condannando l’imputato e il responsabile civile al pagamento delle provvisionali stabilite in primo grado a favore delle parti civili, comprendenti i familiari delle vittime, e delle spese legali relative ai due gradi di appello e alla Cassazione, oltre alle pene accessorie previste dalla legge. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Il collegio difensivo di Wick, composto dagli avvocati Francesco Voltattorni e Tommaso Pietropaolo, ha già anticipato che presenterà ricorso in Cassazione, definendo il processo come basato su elementi indiziari e sostenendo la mancanza di prove concrete a carico del loro assistito.

L’avvocato Gianfranco Iadecola, legale del responsabile civile Asur Marche, ha contestato l’utilizzabilità delle analisi ematiche, che invece la Cassazione aveva considerato ammissibili, e che hanno avuto un ruolo decisivo nel nuovo giudizio d’appello.

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