FALCONARA – Morbidoni e Barigelli la definiscono “una storia infinita, lunga 40 anni”
di Gianluca Fenucci
«L’ordinanza del dirigente tecnico del comune di Falconara è chiara: dobbiamo abbattere i nostri manufatti entro la fine di gennaio, tra poco più di un mese, ma non riteniamo giusta né corretta la procedura che ci obbliga all’abbattimento in così poco tempo». Lorenzo Morbidoni e Paolo Barigelli, presidenti rispettivamente della cooperativa Isola Blù e della società Villaggio Bianco, rappresentano i proprietari delle decine e decine di manufatti che sorgono alla Rocca, nel quadrilatero compreso tra la ferrovia e il mare e tra l’hotel Luca e il fiume Esino, quello che non a torto è stato definito uno “stabilimento balneare atipico”. Barigelli e Morbidoni sintetizzano ciò che è avvenuto due giorni fa durante la partecipata assemblea dei soci al circolo Fiumesino.
«L’ordinanza che intima a 54 proprietari di abbattere i loro edifici per il rischio di esondazione dell’Esino è firmata dal dirigente dell’ufficio tecnico comunale ed è in esecuzione di una sentenza del giudice che è stata già emessa – dicono Morbidoni e Barigelli – ma chiediamo alla sindaca Signorini di sospenderla temporaneamente perché non abbiamo la possibilità materiale di abbattere i nostri manufatti in così poco tempo». C’è un piano di recupero del 2008 che i proprietari intendono attuare anche se prevede la demolizione dei loro manufatti. Per mettere in sicurezza la zona occorre eseguire le prescrizioni dell’Autorità di Bacino, cioè la difesa dell’argine sinistro alla foce del fiume per innalzare il territorio, con una proposta di progetto esecutivo, che abbiamo già presentato ed illustrato.
«Nell’ordinanza è specificato che qualora non abbattessimo i manufatti, il territorio viene acquisito dal comune di Falconara ed i costi per la demolizione saranno a nostro carico, come proprietari e subiremo anche sanzioni. Impossibile demolire e smaltire 54 manufatti in così poco tempo – proseguono Barigelli e Morbidoni – ed allora stiamo contattando la sindaca per chiederle non di annullare l’ordinanza ma di avere la sensibilità di sospenderla, visto che stiamo trattando con tutti gli enti per realizzare il piano di recupero. Chiediamo alla sindaca di sospendere l’ordinanza». I proprietari non vogliono uno scontro frontale con l’amministrazione comunale ma chiedono attenzione e sensibilità da parte degli enti preposti. «Avevamo fatto ricorso per il condono e siamo disposti anche a ritirare la causa che sarà discussa il 18 dicembre per dare un segnale di distensione. Vorremo che il giudice si pronunciasse per la sospensione delle ordinanze ma in ultima ratio, a cui non vorremo arrivare ma che è stata votata all’unanimità da tutta l’assemblea dei soci della società s.r.l. Villaggio Bianco e della cooperativa Isola Blù, è quella della demolizione a nostre spese di tutti i manufatti e siccome i terreni sono di nostra proprietà usufruiremo degli spazi solo con ombrelloni e lettini senza lasciare nessuna terra al comune».
Morbidoni e Barigelli la definiscono “una storia infinita, lunga 40 anni: tutti i sindaci da Guidobaldi a Grifa, da Oreficini a Carletti, dai commissari prefettizi a Brandoni, tutti hanno cercato di venirci incontro, vorremo una soluzione equa».
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